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MotoGP, FP2: Dovi e la Ducati ancora al top al Mugello

Il forlivese a tre decimi dal best lap con gomma da gara. Marquez 2º poi Lorenzo e Iannone. Rossi 9º

Una saetta rossa ha attraversato il circuito di Mugello con un boato: era la Ducati di Andrea Dovizioso, già protagonista nella FP1 ed ancora al vertice al termine della prima giornata di prove della MotoGP in Italia in virtù di un 1’47.479. Un tempo (quasi) da record, specialmente considerato che si tratta solo del secondo turno, e già molto vicino al best lap (1'47.157) fatto da Pedrosa nel 2013.

A Borgo Panigale, dove la vittoria in MotoGP manca dal 2010,  hanno preparato nei minimi particolari il debutto della GP15 sul palcoscenico più prestigioso, ed i risultati si vedono: Dovizioso ha siglato il proprio miglior tempo con gomma posteriore pur nuova, ma di mescola media (quella che, con ogni probabilità, verrà usata in gara). Il forlivese è noto per la sua costanza, ed infatti ha girato con facilità in 1’47 e mezzo durante la sua ultima uscita mentre, con gomme portate a distanza di gara, è stato un secondo più lento. Al quarto posto, Iannone ha replicato quasi al millesimo i tempi del mattino, senza però migliorarsi (+0.461). Il pilota di Vasto ha preferito non fare infiltrazioni ne assumere antidolorifici per la spalla infortunata, ma ha lamentato ovvie difficoltà nei cambi di direzione e dovrà giocoforza stringere i denti.

Piccola curiosità sulle velocità di punta: le Ducati continuano a dominare in questa speciale classifica, ed anche il muro dei 350 km/h – velocità già superate visto che la speed-trap è qualche decina di metri prima del punto di staccata –  è stato ufficialmente abbattuto… ma dalla “vecchia” Open di Hector Barbera, che ha raggiunto i 350.1 km/h.

Tornando alla classifica dei tempi, solo altri tre piloti oltre a Dovizioso sono stati capaci di abbattere il muro di 1’48. Marc Marquez ha siglato il secondo tempo (+0.164) facendo registrare i migliori parziali al T2 e T4. Il nuovo forcellone portato da Honda sembra aiutare leggermente il campione in carica, unico rappresentante della Casa di Tokyo nella Top 5.

Reduce da due vittorie consecutive, Jorge Lorenzo ha invece occupato la terza posizione provvisoria (+0.373) mostrando, come suo solito, un ritmo impressionante: tra il suo miglior giro – 1’47.852, realizzato utilizzando una distribuzione pesi simile a quella dello scorso anno, mentre al mattino aveva girato con la base di Jerez e Le Mans – ed il suo giro più lento – 1'48.478, il primo lanciato – c’è poco più di mezzo secondo. In altre parole, Lorenzo è stato fin qui l’unico in grado di girare mediamente in 1’48 netto.

Restando nei box Yamaha, Valentino Rossi si è dovuto accontentare della nona posizione (+0.732) dopo un inizio incoraggiante di turno. Alle difficoltà al T4 già accusate nella FP1, il Dottore ha aggiunto suo malgrado qualche problema nel T1, dove è anche andato nella via di fuga in staccata alla San Donato. Quanto alle gomme, Lorenzo sembra orientato verso una dura all’anteriore e media al posteriore, mentre Rossi ha preferito mescole dure davanti e dietro.

La classifica incorona Bradley Smith come primo dei privati in quinta posizione assoluta (+0.559) davanti a Crutchlow, Aleix Espargaró, Redding, Rossi, Pol Espargaró, Hernandez, Pirro (12º a + 0.838), Petrucci e Pedrosa, per un totale di quattordici piloti in nove decimi.

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