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MotoGP, Marquez: questa Honda deve cambiare

"Motore troppo aggressivo. I test in Malesia hanno creato confusione, ma nulla è impossibile"

Marc Marquez sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua giovane ma già molto proficua carriera. La RC213V non sembra più la “schiacciasassi” del 2014: per fare un esempio, il fenomeno iberico è reduce da un quarto posto a Le Mans che eguaglia il suo peggior risultato in classe regina (Brno, 2014) in una gara conclusa senza cadute. Ovviamente, nulla è compromesso. Siamo solo alla sesta gara ed i punti di svantaggio da Rossi sono 33, ma è chiaro che nei box HRC tutti siano ansiosi di riscattarsi. Il tempo, tuttavia, è tiranno, così come i regolamenti tecnici del resto.

“Sono spesso al telefono o su Skype con gli ingegneri – ha commentato Marquez con il solito sorriso – Ci stiamo lavorando, non sono problemi che si risolvono da una gara all’altra. Siamo un po’ lontani in classifica, ma abbiamo dimostrato che, nelle giuste condizioni, siamo comunque in grado di lottare per la vittoria. Credo molto nelle capacità di Honda, abbiamo molte idee e so che lavoreranno duramente. Presto arriveranno aggiornamenti, e comunque anche io sto cercando di migliorare come pilota”.

Su cosa stanno lavorando in Giappone?

“Il problema del motore è che ha un carattere aggressivo, sia in ingresso che in uscita di curva la moto si muove molto. Con i motori sigillati, non si può cambiare. Meccanicamente, non ci si può metter mano. Certo, si può lavorare sull’elettronica e sulla ciclistica, ma durante le gare non c’è molto tempo per intervenire”.

Come mai non avete notato queste problematiche prima?

“Già a Valencia sia io che Dani abbiamo fatto commenti simili. Il motore era un po’ aggressivo, ed abbiamo chiesto di cambiarlo. In Malesia, l’aggiornamento portato aveva più potenza ai bassi regimi, senza però perderne molta agli alti. Però, fare tutta la pre-stagione in Malesia ci ha mandato un po’ in confusione. La pista offre molto grip, e le temperature sono così alte che i cavalli diminuiscono per forza”.

Hai fatto richieste, a questo proposito?

“In tanti piloti abbiamo chiesto di cambiare il calendario. Fare due test a Sepang in un mese ha poco senso, nel secondo non si può mai migliorare molto. Ci siamo accorti meglio del problema andando su circuiti più ‘freschi’. Si potrebbe andare anche in Qatar o a Phillip Island, comunque è così per tutti”.

Pensi che questo inizio stagione sia simile al 2011, quando in Moto2 eri lontano da Bradl prima di fare una rimonta furiosa?

“Nel 2011 ero indietro, ma per errori soltanto miei. Dobbiamo fare un passo avanti per arrivare al livello di Yamaha e Ducati ma non è mai impossibile lottare per il titolo. Sono a 33 punti da Rossi con uno zero. Lo scorso anno, quando ero in vantaggio, ho sempre detto che poteva succedere di tutto. Vale anche al contrario”.

In altre parole, mai arrendersi?

“La stagione è stata difficile fin qui, ma non siamo mai stati lontani, ad eccezione di Le Mans. Dobbiamo migliorare, ma non di tanto. Qui al Mugello, lo scorso anno, ho vinto nonostante avessi avuto qualche difficoltà. Ducati è stata la sorpresa dell’anno fin qui, ed anche le Yamaha vanno forte. Non sarà facile, ma possiamo giocarcela. Qui ho vinto la mia prima gara in 125. È una pista che evoca dei bei ricordi, e molto bella di per sé. Voglio divertirmi ed essere veloce”.

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