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MotoGP, Iannone: il terzo moschettiere accende il tifo

Nel 2005 l'ultimo podio tutto italiano: "Frattura scomoda, ma i fan possono farmi dimenticare il dolore"

È dal 2005 che tre italiani non salgono sul podio al Mugello. In una delle gare più memorabili per i numerosi tifosi che sempre affollano le colline toscane, Valentino Rossi precedette l’acerrimo rivale Max Biaggi per soli tre decimi al traguardo dopo una lunga ed estenuante battaglia, con Loris Capirossi a portare sull’ultimo gradino del podio sull’allora giovane Ducati MotoGP, battendo in volata Marco Melandri. Una domenica da incorniciare, ed una storia che potrebbe ripetersi a dieci anni di distanza.

La concorrenza – soprattutto Jorge Lorenzo e Marc Marquez – scalpita, ma mai come quest’anno il Gran Premio d’Italia offre una seria possibilità che tre bandiere italiane sventolino sul podio. Rossi è in testa al campionato e deve ancora essere scalzato dal podio, Dovizioso (a parte la “stecca” di Le Mans) ha dimostrato di poter stare sempre coi primi della classe, e Iannone… Già, il pilota Ducati, ancora lontano dalla miglior forma fisica dopo l’infortunio nei test privati proprio al Mugello poco meno di tre settimane fa, gioca un ruolo fondamentale nel tentativo di ripetere l’impresa del 2005. Il “terzo moschettiere” corre ferito (microfrattura all’omero) ma, come ha dimostrato in Francia, è in grado di sopperire con la grinta.

“Meglio che l’abbiamo vista tardi, altrimenti a Le Mans ci avrei ripensato e mi sarei riposato per presentarmi più in forma al Mugello – ha commentato Iannone a proposito della frattura – Non avrei però portato a casa quei 10 punti, né fatto una gara così, quindi dico meglio tardi che prima”.

Il 25enne abruzzese sa che la sfida è di quelle titaniche, ma non si tira indietro. Al Mugello ha già vinto in due occasioni nella categoria intermedia (2010 e 2012), ed anche nei test aveva girato con tempi (ufficiosi) da record. Il supporto del pubblico, poi, può rappresentare la proverbiale miccia che accende il suo sangue già di per sé caldo.

“L’unico modo di affrontare questa gara è non pensare a quello che potrei avere in meno rispetto agli altri piloti e concentrarmi sulle cose positive – ha osservato – Giocando in casa avrò tanti fan che mi supportano, che mi vogliono veloce e credono nelle mie capacità, ed è anche quello un modo per recuperare il gap mentale e psicologico che deriva dal dolore. Non sono riuscito a recuperare come mi aspettavo, né a prepararmi come avrei voluto per questa gara, ma ci tengo davvero tanto a fare un buon risultato”.

Nel frattempo, Iannone ha già acceso il motore della sua GP15 (insieme a Dovizioso, Petrucci e Hernandez), ma in Piazza del Campo  a Siena, dove di cavalli se ne intendono.

“Siena è un po’ come una seconda casa, Pramac continua a supportarmi anche nell’avventura con il team ufficiale Ducati – ha chiosato – È una città storicamente impressionante, e guidare la GP15 in piazza è emozionante. Nessuno ha mai guidato una moto da corsa in questo centro storico”.

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