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SBK, Sykes: a Donington ho lasciato il mio marchio

"Era importante fare anche il giro record. Con Rea lotta dura ma pulita"

Nel cuore degli appassionati della Superbike c’è un solo “King” – Carl Fogarty – ma Tom Sykes è indubbiamente il Re di Donington. Il britannico su Kawasaki ha centrato la terza doppietta in altrettanti anni sulla pista di casa, impreziosita dai giri record in Superpole e gara. Una boccata d’ossigeno per il pilota di Huddersfield, che nel 2015 era stato battuto dieci volte in altrettante occasioni dal compagno Jonathan Rea (due volte secondo). Il distacco in campionato resta di 102 punti, ma se non altro c’è motivo di sperare che il confronto, da qui in poi, sia più equilibrato.

“Dopo Gara Uno, ho visto che Jonathan aveva fatto il giro record, e non ero contento nel motorhome (ride) – ha detto Sykes – Se non l’avessi fatto in Gara Due, sarebbe stato come non lasciare il mio marchio a Donington. Ho spinto a fondo e ci sono riuscito”.

Hai cambiato strategia tra una gara e l’altra?

“Sono partito bene ed ho spinto a fondo tra le Craner e l’Old Hairpin per evitare che mi sorpassato, e poi sono andato in fuga. Sono molto contento della mia performance e della squadra. Anche nei momenti difficili, quando i risultati non erano esaltanti, sono rimasti al mio fianco e mi hanno sostenuto”.

Hai sempre vinto a Donington negli ultimi tre anni. Qual è il tuo segreto?

“Non c’è un vero motivo. Ho vinto parecchie gare con Kawasaki negli ultimi anni, ma con il nuovo regolamento, a inizio stagione, mi sembrava di guidare la moto, non di correrci. Ora posso fare maggiormente quello che voglio con la moto, e si vede. Ad Imola c’è stata una svolta, e qui non abbiamo praticamente cambiato nulla sulla moto”.

Ora hai eguagliato Fogarty come pilota SBK di maggior successo a Donington, con sei vittorie…

“Non lo sapevo. Sei vittorie di fila suonano bene, ma ora dobbiamo restare concentrati ed essere capaci di lottare ogni fine settimana”.

Ti sei divertito di più in Gara Uno o Gara Due?

“Sono state due gare completamente diverse. In Gara Uno mi sono divertito a sgomitare con Jonathan, anche perché è stato un combattimento pulito, tra due piloti che si rispettano. In Gara Due invece ho spinto con pista libera, cosa che mi piace fare. Non mi sono annoiato (ride). Sembra che Rea abbia avuto qualche problema, quindi sono semplicemente andato avanti a testa bassa. L’importante è il risultato finale, che è stato lo stesso”.

Sai che sei salito a quota 24 vittorie, una in più del tuo compagno di squadra?

“Non mi interessa troppo questa statistica. Dobbiamo sfruttare il potenziale, e siamo tornati in lizza per stare costantemente al vertice. A Portimão ho vinto lo scorso anno, e a Misano ho raccolto buoni risultati. Penso che potremo fare altre buone gare”.

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