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MotoGP, Pernat: Yamaha top, ma al Mugello punto su Ducati

“La M1 più equilibrata. Honda in crisi tecnica e di piloti. Chance vera per la GP15 in Italia”

Sono passati poco più di tre mesi dai test MotoGP del 2015 a Sepang ma, a livello agonistico, i valori in campo visti allora – con Marquez apparentemente avviato verso una seconda difesa del titolo con i favori del pronostico – sembrano appartenere ad un passato remoto. Con quasi un terzo del campionato alle spalle, i numeri parlano da soli: 4 vittorie (e tre podi) per Yamaha, una vittoria (e due podi) per Honda, zero vittorie (ma cinque podi) per Ducati. Segno che le correnti possono cambiare in fretta, mettendo in difficoltà anche gli equipaggi più esperti. A fare il punto, il genovese “capitano di lungo corso”, Carlo Pernat.

“La Yamaha oggi è la miglior moto del paddock – ha detto il manager, senza giri di parole – Possiamo dirlo dopo le ultime gare. Hanno lavorato benissimo, e la loro moto è la più bilanciata di tutte. I risultati si vedono, al di là dei piloti che hanno a disposizione”.

Alla crescita della M1, fanno da contraltare le difficoltà della RC213V.

“Credo che si sia aperta ufficialmente la crisi di Honda. Nasce da un discorso di sviluppo, non si è ancora capito che direzione abbiano preso. A Le Mans hanno addirittura corso con dei telai scartati in precedenza. Lo stesso Pedrosa, pur al rientro e non certo in ottima forma, non ha lesinato le critiche. Tutta la strategia fatta fino ad oggi ha portato ad una crisi tecnica, e di piloti”.

Un riferimento, nemmeno tanto velato, alla scelta – più volte criticata – di aver preferito Aoyama ad altri candidati a rimpiazzare Pedrosa, Stoner su tutti.

“Manca un secondo pilota da parecchie gare, e Marquez, dopo l’Argentina, ha subito un colpo psicologico molto grosso da parte di Valentino – ha aggiunto Pernato – In Francia ha fatto una partenza ‘scellerata’, anche se poi non è successo nulla, rischiando lo strike. E poi ha girato con tempi molto alti quando era solo. La temperatura più alta avrà sicuramente influito, ma una Casa come la Honda non può avere una situazione tecnica di questo genere…”

Sono passate solo cinque gare, ma i campanelli di allarme hanno cominciato a suonare forte. Anche se, come evidenziato in Francia, è sempre più difficile fare previsioni di gara basandosi sulle prove.

“Sarà dura per Honda riprendersi. Un Valentino così in forma va sempre sul podio. Poi bisogna considerare che i WUP contano sempre fino a un certo punto, perché spesso si corrono in condizioni del tutto diverse da quelle di gara. L’unico che sembrava a posto in Francia era Lorenzo, che ha girato sugli stessi tempi, mentre Marquez, che girava con un passo simile, teoricamente avrebbe dovuto giocarsi la vittoria con Jorge, con Valentino più defilato. Invece no. Alla fine, il WUP è più importante per la messa a punto che per i tempi in sé”.

Prossima tappa, il Mugello. Lo scorso anno, solo un Marquez stellare fermò Lorenzo e Rossi. Più che per lo spagnolo, però, il pubblico sarà in fibrillazione per Ducati, che ha più volte detto di puntare al successo (sarebbe il primo dal 2010) davanti al pubblico di casa.

“Al Mugello penso che vedremo la gara più bella della stagione, anche perché credo veramente che Ducati abbia la chance di vincere la sua prima gara dell’anno. Anche a Le Mans sembrava che Dovizioso potesse vincere, ma la Yamaha è sempre andata forte. Però va sottolineata anche la gara di Iannone, che ha corso con una spalla lussata e tante infiltrazioni, e nonostante questo è stato capace di dare spettacolo fino alla fine con Marquez quando le posizioni sembravano ormai cristallizzate”.

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