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MotoGP, Le Mans: Marquez imprendibile nello sprint

QP: terza pole dell'anno per il pilota Honda, Dovizioso e Lorenzo a 0.5''. Iannone quinto, settimo Rossi

Dopo un lungo lavoro in sordina in prova, spesso e volentieri con gomme molto usurate, Marc Marquez cambiato passo in qualifica a Le Mans, trasformandosi da maratoneta a centometrista, centrando la terza pole position stagionale. I campioni si vedono anche da questo, e che il 93 appartenga a questa “casta” illuminata lo si sapeva già. Certo che, dopo i distacchi accusati nelle FP3, i decimi pesanti rifilati agli avversari – mezzo secondo abbondante ad Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo, che chiudono la prima fila – valgono più di mille parole: lui, e la Honda, sono pronti a dare battaglia anche se la RC213V non pare la stessa “schiacciasassi” dell’inizio della scorsa stagione e le manca ancora qualcosa in ingresso di curva.

Nonostante la grande forma di Marquez nello sprint, le gare si giocano su distanze più lunghe. Cronologici alla mano, sia Dovizioso che soprattutto Lorenzo hanno dimostrato di avere un bel “fiato”. A mischiare le carte, come spesso accade sul tracciato Bugatti, potrebbe però essere il meteo. Forse, segretamente, sperano anche in questo Andrea Iannone (quinto a +0.755 tra Crutchlow e Smith) e Valentino Rossi (settimo a +1.106). Il primo è infatti costretto a pagare dazio sulla lunga distanza vista la recente lussazione della spalla nei test al Mugello; il secondo deve ancora sistemare alla perfezione l’anteriore della sua M1, ma il tempo stringe e gli resteranno solo i 20 minuti di WUP, meteo permettendo, per cercare conferme. In terza fila, alle sue spalle, anche Dani Pedrosa (che rientra dopo tre gare di stop per l’operazione all’avambraccio) e Danilo Petrucci, in crescita sulla Ducati del team Pramac. Dal parco chiuso:

Marquez: “Ieri ed oggi abbiamo lavorato in maniera diversa dal solito, ma sono contento perché in qualifica siamo riusciti a trovare la prestazione. Domani mi aspetto che Lorenzo vada forte, sarà dura, ma daremo il massimo per stare con lui”.

Dovizioso: “Non ho fatto un gran bel giro, forse non mi sono preparato bene fisicamente e mentalmente dopo la pioggia. Ero un po’ rigido. La prima fila va bene, ma si poteva fare di più quindi sono un po’ scocciato. Per la gara però siamo messi bene, anche se non so cosa aspettarmi dai nostri avversari”.

Lorenzo: “Non ho fatto nessun giro buono. Con il primo pneumatico sono uscito di pista, con il secondo ho sbagliato la chicane. Potrei essere più vicino a Marc, se non in pole, ma la moto mi dà ottime sensazioni ed abbiamo il passo per vincere. Speriamo che non piova”.

Q2 – Petrucci sigla un 1’34.323 con extra-soft mettendosi temporaneamente al comando davanti ad Aleix Espargaró, ma è Crutchlow il più veloce al primo passaggio in 1’34.084. Al secondo tentativo, Marquez risponde con 1’33.374, ed anche Pedrosa scende sotto 1’34 ma resta a mezzo secondo abbondante dal compagno di squadra. Terzo Dovizioso in 1’33.692.

La risposta di Yamaha arriva con Lorenzo, con un 1’33.369. Marquez però è in grande spolvero, e fa un 1’32.983, abbattendo per la prima volta il muro di 1’33. Nel frattempo, Iannone si porta al secondo posto a 0.322 da Marquez. In difficoltà Rossi, dodicesimo ad un secondo e mezzo.

Dopo la consueta pausa ai box, Smith è il primo a “lanciarsi” arrivando fino al terzo posto, che gli viene però soffiato immediatamente da Lorenzo. Marquez accende caschi rossi ma sbaglia all’ultimo settore ed è costretto a prendere spazio per un ultimo tentativo. Non sarà un problema, dal momento che al giro successivo il campione in carica lima altri sette decimi scendendo a 1’32.246, a due decimi dal (suo) best lap del 2014 nonostante le condizioni tutt'altro che ideali della pista. Dovizioso risponde con il secondo tempo a +0.503, davanti a Lorenzo, Crutchlow e Iannone. Rossi migliora ma si deve accontentare del settimo tempo (+1.106) davanti a Pedrosa e Petrucci.

Q1 – Petrucci apre le danze con un 1’34.833, un tempo simile a quello realizzato dal ternano nel mattino. Aleix Espargaró si porta momentaneamente in seconda posizione a 34 millesimi nonostante i forti dolori alla schiena ed alla mano in seguito ad un high-side durante la FP3. Hayden e Laverty sono i primi esclusi, a circa un decimo dal pilota Ducati.

Risponde Viñales in 1’34.578 con Suzuki, ma il tempo del rookie spagnolo è subito migliorato da Redding per 27 millesimi. Fa anche meglio A. Espargaró, in 1’34.276. Il catalano lima altri 63 millesimi al passaggio successivo, mentre cade Redding alla curva 4.

Finale, come sempre, concitato. Petrucci scende a 1’33.923 con la extra-soft. A. Espargaró è 0.290 secondi ma decide che basta così e torna ai box. Viñales accende un casco rosso al primo settore ma poi perde e si deve accontentare del terzo tempo. È lui il primo degli esclusi, davanti ad Hayden, Redding e Bradl. In coda le Aprilia, con Bautista davanti a De Angelis e Melandri.

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