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MotoGP, Flamigni: la nostra elettronica è Rossi

VIDEO. "Vuole sentire la connessione fra gas e ruota. In MotoGP serve più il pc del cacciavite"

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Ogni pilota ha il suo genio dei computer nei box, quello di Valentino Rossi si chiama Matteo Flamigni. E’ lui a essere salito sulla Abarth 595 Turismo, la GPOneCar per il Gran Premio di Le Mans, per raccontare quanto l’elettronica sia importante nell’attuale MotoGP.

Quando Matteo, fresco di laurea in ingegneria elettronica, ha incominciato nelle corse sembrava di parlare di fantascienza, ora le centraline hanno 200 canali su cui raccogliere informazioni. “Oggi si lavora più col computer che con il cacciavite – ci ha raccontato - ma un  50% di interventi sulla meccanica rimane, anche se l'elettronica è invasiva e capace di modificare il comportamento della moto. Cerchiamo sempre il compromesso fra dinamica del telaio e elettronica”.

Lavorare con Rossi è una responsabilità importante e Flamigni ci ha rivelato anche come il Dottore non voglia un’elettronica troppo invasiva sulla sua M1, “Valentino ama sentire la connessione fra motore e ruota posteriore, gli piace gestire la derapata. Non dobbiamo esagerare con i controlli elettronici. Alcuni piloti, al contrario, preferiscono lasciare la gestione della potenza e dell'aderenza al software”.

Questione di gusti, sensibilità, stile di guida. L’ingegnere è una miniera inesauribile di aneddoti su Rossi, come quella sera a Sepang nel 2004 quando… per scoprirlo guardate il video qui sotto.

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