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MotoGP, Andrea Iannone: dovrò sapere soffrire

"Gli antidolorifici non hanno fatto effetto e sono preoccupato, ma domenica voglio correre"

Scommetto che volete sapere come va la mia spalla”, Andrea Iannone scherza alla fine della prima giornata a Le Mans. La lussazione alla spalla ha condizionato le sue prestazioni e il pilota di Vasto è momentaneamente fuori dall’accesso diretto alla Q2. Il ducatista ha comunque stretto i denti e non ha intenzione di mollare.

Andrea, come ti senti?

Sto soffrendo molto, sinceramente pensavo meno. La mobilità della spalla è buona, come immaginavo, ma il dolore mi limita nei movimenti e anche nella concentrazione nella guida”.

Hai usato antidolorifici?

Solo nel pomeriggio, ma non hanno avuto nessun effetto, neppure prima di salire in moto. I medici devono capire il perché, ne ho parlato con il dottor Zasa della Clinica Mobile e ora sta analizzando la situazione. Forse proveremo qualcosa di diverso già questa sera”.

Il dolore si intensifica mano a mano che guidi?

Dopo 2 giri fa molto male ma penso sia normale. Credevo che gli anestetici mi avrebbero aiutato e ora sono un po’ preoccupato. Nonostante tutto non sto andando male, per quello posso essere contenti. Il problema maggiore sono i cambi di direzione, nella chicane dopo il rettilineo opposto al traguardo perdo 4 decimi, se riuscissimo a migliorare lì andrebbe già molto bene”.

Sceso di sella avverti ancora dolore?

Dopo cinque minuti torna tutto alla normalità. Il dolore arriva quando devo forzare, anche per quello non sono riuscito a sfruttare la gomma più morbida, il male mi inibisce nella guida. Non mi aspetto certo di essere a posto per la gara, sarebbe da stupidi, devo sapere soffrire e metterci del mio”.

Anche il lavoro nei box ne ha risentito?

Per quello sono contento, con la squadra stiamo lavorando come sempre”.

Hai pensato di non correre per arrivare in forma migliore al Mugello?

Assolutamente no, voglio perdere meno punti possibile. Inoltre non penso che due giorni in più di riposo potrebbero fare la differenza”.

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