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SBK, Imola: il Bello, il Brutto, il Cattivo

Rea aggiunge altre gemme alla corona, Giugliano araba fenice, Haslam e Davies grandi delusi

Jonathan Rea aveva già centrato la doppietta ad Imola nel 2014 con una Honda teoricamente meno competitiva; poteva non ripetersi lo scorso fine settimana con Kawasaki? Davanti al pubblico italiano – i 65.000 presenti lo hanno ormai adottato come uno dei loro – il nordirlandese (5 ori sulla pista del Santerno) ha riproposto il solito copione: nessun colpo di coda in prova, dove si lavora a testa bassa sulla regolarità, per poi calare gli assi la domenica. A fermarlo ci stanno provando in molti, tutti inutilmente, tanto che i punti di vantaggio dopo soli 5 GP sono 87.

Altra sconfitta per Tom Sykes, anche se mai così vicino al compagno come in Gara Uno, mentre Davide Giugliano, risorto come la fenice dalle ceneri di un infortunio potenzialmente ben più grave, è stato tradito dai muscoli ancora poco allenati dopo una Superpole che ha del miracoloso. Giornata da dimenticare invece per Leon Haslam (uscito malconcio da un highside in Gara Due), Chaz Davies (due KO tecnici in gara) e Honda (caduti sia Sylvain Guintoli che Michael Vd Mark, anche se i problemi sembrano essere altri, ne riparleremo).

IL BELLO – Con 240 punti in 10 gare, non è difficile calcolare la media di Jonathan Rea (24 punti ad allacciata di stivale). Semmai, il problema è fermarlo, anche perché, di questo passo, potrebbe facilmente chiudere il mondiale prima della pausa estiva. Da eterna promessa a vincitore seriale, il passo non è mai stato così breve, bastava cambiare box… Eppure siamo convinti che ad HRC, che negandogli una factory in MotoGP lo ha convinto al trasloco, avrebbe fatto ben più comodo dell’Aoyama di turno.

IL BRUTTO – Imola è una femme fatale dalle curve seducenti e pericolose (le due cose spesso vanno di pari passo). Chiedere conferma a Leon Haslam e David Salom. Il britannico di Aprilia ha fatto trattenere a tutti il fiato dopo una caduta all’uscita del Tamburello in Gara Due, con le telecamere a soffermarsi sulla moto distrutta mentre del pilota non vi era traccia. Fortunatamente si è rialzato, anche se con diverse costole incrinate (a Donington ci sarà, al 99%). Altro problema fisico per Salom (sospetta frattura del radio sinistro dopo la scivolata in Gara Uno), che dopo l’anno in crescita con la EVO sta faticando più del previsto con la Kawasaki ufficiale schierata da Pedercini.

Ben più tristi sono però le storie di Kenan Sofuoglu e Ondrej Jezek. Il primo ha corso (e vinto) in WSS nonostante il figlio stia lottando per la vita a Istanbul. Il ceco ha fatto terzo nella Stk1000 a pochi giorni dalla morte del padre. Due belle, e toccanti, pagine di sport, vissute con grande dignità da entrambi i piloti.

foto www.worldsbk.comIL CATTIVO – In senso buono, il Bandito Davide Giugliano. La cattiveria agonistica non gli è mai mancata, anzi, magari ne aveva anche in eccesso. Questa volta però trova il giusto mix di coraggio e raziocinio. Sfoggia il calibro grosso nel suo terreno di caccia preferito – la qualifica – con una prestazione commovente al rientro dopo tre mesi di stop forzato. Esorcizza le sue paure con due gare solide – terzo e quarto – nonostante i suoi muscoli gli chiedessero pietà. Si prende gli applausi dei suoi rivali, che gli hanno dato il “bentornato” in coro. Si era avvertita la sua mancanza, dentro e fuori dalla pista. Restando in tema tricolore, menzione d’onore per Ayrton Badovini (sesto e quinto con BMW).

LA CONFERMA – Non una, ma due, per Aprilia. Partiamo da quella più brutta: la RSV4 non digerisce facilmente le curve del tracciato intitolato ad Enzo e Dino Ferrari (12 podi ma nessuna vittoria). La buona invece, è che Jordi Torres ha compiuto una tappa importante del suo apprendistato con un podio (seppur agevolato dai ritiri) su una delle piste più difficili da imparare. Certo, la “potenza di fuoco” della coppia ufficiale è inferiore a quella di Kawasaki, ma il mercato si è aperto tardi per Noale, alle prese con una stagione interlocutoria.

LA DELUSIONE – Il nuovo regolamento sembra aver tolto alla CBR, omologata nel 2008, quel poco che le aveva consentito (con Rea) di impensierire in diverse occasioni le Kawasaki e Aprilia ufficiali lo scorso anno. La crescita di Ducati, d’altro canto, ha reso ancora più difficile la caccia al podio per i piloti del team Ten Kate. Vedere Guintoli, campione in carica, esultare per un quinto posto lascia un gusto amaro, ma come dare torto al transalpino? Il main sponsor, poi, non ha nascosto il disappunto per il rendimento. Il contratto è di due anni ma la clausola di rescissione è a favore del finanziatore. Considerando che una nuova supersportiva (che Honda potrebbe aver già in produzione da tempo) non arriverà prima del 2017, sembra probabile che venga esercitata.

LA SORPRESA – Grandi manovre in MV Agusta, che si difende egregiamente in prove e qualifiche con Leon Camier salvo gli ennesimi problemi tecnici in gara. Eppure i passi avanti, rispetto allo scorso anno, sono netti. Ed ora, la Casa di Schiranna si è messa a fare scouting nel mondo della Formula Uno: radio paddock parla di una trattativa chiusa con successo con Luca Marmorini, ex-capo motorista in Ferrari…

IL SORPASSO – Non uno, ma tanti. Nella top-hit, ci sentiamo di nominarne due. Primo: Haslam su Vd Mark alla Rivazza, con l’olandese che finisce a terra. Dopo Assen, dove i due si erano toccati, il 22enne aveva profeticamente detto: “sono sicuro che Leon potrà prendersi presto una rivincita con me”. Secondo: Mercado che “buca” Fabrizio con un’entrata calcistica, quasi sfilandogli lo stivale. L’argentino (che comunque vive a Sesto Imolese, a pochi chilometri dal tracciato) forse era già entrato nell’atmosfera di Barcellona-Bayern Monaco…

foto www.worldsbk.comLA CURIOSITÀ – Jonathan Rea, ad Assen, aveva detto che lui e la moglie Tatia stavano “pensando” di fare un altro figlio. Ad Imola, la possibilità si è trasformata in certezza. “È successo a Phillip Island, forse mi ero eccitato troppo durante la Superpole”, ha ironizzato il pilota.

IO L’AVEVO DETTO – “Il giro veloce è sempre stato il mio forte, ma in gara ci sarà da soffrire a livello muscolare”. Davide Giugliano, terzo e quarto e visibilmente esausto dopo le due manche, non stava facendo pretattica, ma intanto ha regalato ai numerosi tifosi un sogno in Superpole. Un giro alla volta, il romano può tornare più forte di prima.

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