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SBK, EBR: Pegram e QB Racing ai ferri corti

L'hub logistico con sede a Bergamo accusa il pilota/manager di furto, lui nega

Un divorzio, specie se improvviso, ha spesso strascichi. Nessuna delle parti coinvolte vuole la colpa, ed una delle prime preoccupazioni è quella di proteggere, per quanto possibile, i propri interessi economici. Non fa eccezione la vicenda legata al ritiro del team Hero EBR dalla Superbike, catalizzata dalla bancarotta del costruttore americano. Giovedì, annunciando il proprio passaggio al team Grillini, Niccolò Canepa non ha nascosto il proprio disappunto riguardo alla gestione (affidata a Larry Pegram). Ieri è stato il turno di Claudio Quintarelli, a capo della QB Racing, concessionaria di servizi presso il Team Hero EBR incaricata del coordinamento logistico, amministrativo, marketing e pubbliche relazioni.

“Sono davvero amareggiato, perché dopo quasi due anni spesi a dare il mio contributo affinché il brand di Erik Buell potesse cominciare a muovere i primi passi con solidità nel FIM Superbike World Championship, ho visto invece il mio impegno gettato alle ortiche, senza per di più una qualche sorta di riconoscenza, senza nemmeno un grazie sul comunicato stampa ufficiale diramato dalla Pegram Racing; al contrario, ho invece subito un danno sia d’immagine che materiale”, ha dichiarato Quintarelli in un comunicato stampa.

“Dopo aver appreso dai media, come tutti, del fallimento di EBR, ho continuato a lavorare con lo stesso impegno di sempre, visto che mi era stato assicurato da Larry Pegram che in qualche modo saremo andati avanti con il campionato: vuoi con il supporto del nostro finanziatore indiano Hero MotoCorp, vuoi con il supporto di alcuni sponsor americani – ha aggiunto Quintarelli – I giorni sono passati senza che avessi altre rassicurazioni ma sono rimasto fiducioso. Purtroppo, il 28 Aprile, quando sono entrato nel mio reparto corse, ho dovuto arrendermi all’evidenza dei fatti che tutto il materiale di EBR e parte del mio materiale erano spariti; quando ho chiesto spiegazioni sull’accaduto, mi è stato risposto da Pegram che il materiale EBR era stato richiesto da alcune banche americane incaricate di gestire il fallimento in corso di EBR, e che il materiale di mia proprietà era stato prelevato per errore. Un danno collaterale, insomma. Chiaramente, ho subito chiesto a Pegram come fare per rientrare in possesso delle mie proprietà, visto che aveva gestito lui la questione con le banche. Ahimè non ho mai ricevuto una risposta ufficiale e, peggio ancora, da quel giorno i miei partner americani sono completamente scomparsi da ogni comunicazione”.

Tali affermazioni sono state smentite dallo stesso Pegram, che a sua volta ha dichiarato sulle righe di Sport Rider Magazine: “Non voglio lavare i panni sporchi in piazza, ma è stata EBR, non Pegram Racing (incaricata della gestione agonistica, ndr), a riprendersi il materiale. Nessun materiale appartenente a Quintarelli è stato confiscato, ne sono sicuro al 100%. Non ha mai provato a chiamarmi. Mi ha scritto per email, e gli ho detto di chiamarmi, cosa che non ha fatto. Per quanto ne so, non ha mai cercato di contattarmi. È una situazione davvero sfortunata, siamo stati tutti colti di sorpresa. Personalmente, ho perso una somma ingente nell’investimento, avendo contribuito con fondi personali per dare inizio alla cosa. Sostanzialmente, ho perso 200.000 dollari. Mi dispiace molto per Niccolò, così come per Erik Buell, i nove membri della squadra corse, ed i 130 impiegati di EBR che sono rimasti senza lavoro”.

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