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SBK, Imola: Rea ristabilisce le gerarchie

FP2 - Il leader in campionato davanti a Sykes e al duo Ducati Giugliano-Davies

Le rive del Santerno, in questo primo giorno di prove libere, hanno decretato il proprio verdetto iniziale. Kawasaki contro Ducati, Akashi contro Borgo Panigale.

D'altro canto, storicamente qui la Rossa è sempre stata forte e veloce, ma al contempo, anche Kawasaki e Sykes hanno vividi ricordi insieme. Un duello nell'asse Italia-Giappone che vede Rea in vetta con il riferimento cronometrico di 1'47.344.

E' stata la classica 'zampata', che ha guadagnato la vetta proprio negli ultimi istanti. D'altro canto, sopratutto quest'anno si è potuto vedere in maniera lapalissiana il metodo di lavoro del capo-classifica.

Rea lavora fino all'ultimo istante in visione gara poi, proprio nei secondi finali, sferra il suo colpo da knok-out. 173 millesimi di secondo rifilati a Tom Sykes, compagno di squadra nel team in verde, che oggi a Imola ha girato più di ogni altro pilota in pista, con i suoi 36 passaggi complessivi.

E' evidente la ricerca che l'inglese sta compiendo in visione della gestione degli pneumatici a fine gara, tallone d'Achille in quel di Assen. Verde avanti nel pomeriggio, ma braccato fortemente dal duo in Rosso, con il rientrante Davide Giugliano che sembra non aver perso smalto e velocità.

Il romano chiude la giornata davanti al suo compagno di squadra Davies. Per Davide un riferimento cronometrico di 1'47.582, a poco meno di 7 centesimi da Sykes e a 238 millesimi da Rea. Davies dunque quarto, staccato di 342 millesimi dalla vetta. Quinta piazza per l'Aprilia che, ad oggi, punta a recitare il ruolo di terza incomoda con Leon Haslam, anche se l'inglese è staccato di 710 millesimi dal riferimento di Rea.

Ancora in fase di apprendimento invece Jordi Torres su un tracciato ostico come l'Enzo e Dino Ferrari. Lo spagnolo è solo quindicesimo, staccato di 2.622 secondi dalla testa. Tornando a scorrere la classifica, sesta posizione per Alex Lowes che mostra tutto il suo talento e la sua abnegazione, almeno considerando l'altro lato del box di Hamamatsu, dove De Puniet è desolatamente 18esimo a 4.788 secondi. Buon settimo posto per Ayrton Badovini, che accusa un ritardo di 1.3 secondi, a precedere la Kawasaki del team Pedercini di David Salom, la Ducati Barni di Leandro Mercado e il campione del mondo in carica Sylvain Guintoli con la Honda Ten Kate, che chiude la top ten, staccato di poco meno di due secondi.

Decima e undicesima piazza per il duo tutto italiano Althea, con Baiocco davanti a Michel Fabrizio. Tredicesimo invece Michale Van der Mark (+2.307), a precedere Leon Camier che in mattinata aveva soprpeso tutti, mentre nel pomeriggio è stato evidentemnete rallentato da problemi, avendo girato oltre due secondi peggio. Da segnalare anche la 17esima piazza di Niccolò Canepa, in sella alla Kawasaki del team Grillini, dopo le note vicende con EBR.

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