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MotoGP, Geoff Duke: addio al 'Duca di ferro'

Sei titoli mondiali. Un mito al TT. Scioperò per i privati e fu sospeso dalla FIM. Inventò la tuta monopezzo

Geoff Duke se ne è andato. Una triste notizia per gli appassionati di tutto il mondo. Il pilota che era stato soprannominato 'il duca di ferro', in riferimento al Duca di Bretagna Geoffrey II, vissuto nel dodicesimo secolo, ha percorso il suo ultimo giro ieri nella casa di riposo a Elder Grange, nell'Isola di Man. Aveva 92 anni.

Apprendista meccanico in una centrale telefonica delle poste fu arruolato, durante la guerra, nel Genio segnalatore e utilizzato come portaordini. Ovviamente in motocicletta.

"Credo che il mio interesse per il motociclismo sia nato una domenica mattina del 1933, quando ho sentito prima il rombo dello scarico aperto di una Velocette e subito dopo l’aroma di uno sbuffo di Castrol Racing che penetrava nella mia stanza dalla finestra aperta", disse quando fu interrogato a proposito della sua vocazione.

Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico dal 1953 è ricordato per i suoi sei titoli titoli mondiali e le numerose vittorie al TT, ma in pochi aggiungono la parte che Duke giocò in uno sciopero dei piloti tenutosi al TT di Assen nel 1955.

In quella occasione, infatti, il fuoriclasse britannico prese le difese dei piloti privati che chiedevano un maggior sostegno economico. Per questo fu sospeso dalla FIM per sei mesi, perdendo la possibilità di centrare il suo quarto titolo consecutivo. Poche star lo avrebbero fatto.

Grande avversario del nostro Umberto Masetti non è stato il primo a vincere il mondiale nel 1949, alla nascita del campionato, ma fu il primo a cogliere due titoli iridati in una stagione nel 1951 fino a collezionarne sei, tra il 1951 ed il 1955.

Dopo aver vinto tre mondiali con la Norton, in 350 e 500, convinto dal grande Pietro Taruffi, la 'volpe argentata', passò alla Gilera (nella foto è con Marco Simoncelli) con la quale vinse tre mondiale consecutivi con la mezza litro.

Al TT, poi, era considerato un mito tanto che al miglio 32 della famosa corsa su strada, tra Brandywell e Windy Corner quelle curve portano il suo nome

Ai suoi tifosi offriva uno stile spettacolare nella sua pulizia. La ricerca dei dettagli lo portò ad essere il primo a farsi realizzare una tuta di pelle in un unico pezzo. Si dice che la ideò sulla pista ad alta velocità di Monthléry, alle porte di Parigi, mentre si cimentava in un tentativo di record assieme a Artie Bell.

"Non capivo perché Artie fosse di quasi mezzo secondo al giro più veloce di me. Poi mi accorsi che la sua tuta aderiva perfettamente al corpo e non sbatteva frustata dall’aria come accadeva a me. Quel giorno fu sufficiente applicare strisce di nastro adesivo per bloccare la pelle della tuta in eccesso su braccia e gambe per risolvere il problema".

La ricerca della perfezione di un campione di altri tempi.

 

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