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MotoGP, Waterloo Marquez: da Rossi si impara sempre

"Ho sempre detto che è il mio idolo e il mio riferimento". Suppo: "Stoner? Rossi è in grande forma"

Doveva essere la sua arma segreta la scelta della gomma - la dura, invece della extra dura unicamente a disposizione delle moto Factory - è stata la sua Waterloo. Eppure all'inizio la sua tattica, spingere da subito per accumulare vantaggio su Rossi e Lorenzo, i suoi due avversari di riferimento, si era rivelata giusta.

Era partito bene, allontanandosi da situazioni di potenziale pericolo rapidamente. Al 13° giro il suo vantaggio sul pesarese era di ben 4"2, abbastanza per controllare la gara. Ma pochi giri dopo Valentino iniziava a recuperare decimi su decimi più rapidamente di quanto Marc si aspettasse, approfittando del miglior rendimento della gomma con la banda gialla con la quale aveva deciso di equipaggiare la sua Yamaha.

A sette giri dalla fine il vantaggio rimasto allo spagnolo della Honda era di poco superiore ai due secondi e a tre giri dal termine del Gran Premio era sceso ad appena mezzo secondo.

Ventitre giri per niente: la battaglia per la vittoria del GP di Argentina cominciava allora.

"E' un peccato quello che è successo, perché avevamo fatto una buona gara! - è stato il commento di Marc Marquez al suo rientro al box, dopo una lunga riunione con Shuehei Nakamoto e Livio Suppo - E' stato interessante, perché la nostra scelta di gomme era diversa da Valentino. Io non mi sentivo competitivo con la mescola più dura e la strategia stava funzionando bene per noi, ci hanno tradito gli ultimi due giri".

Due, uno a cinquecento metri, non avrebbe egualmente avuto importanza. Il gioco è a chi taglia il traguardo per primo.

"Quando ho visto che Vale si stava avvicinando ho deciso di risparmiare le gomme un po', per salvarle per il duello finale - ha ammesso Marquez - a quel punto sono tornato sul 1'39 basso per verificare che i pneumatici fossero ancora in buona forma. Sapevo che avremmo lottato fino alla fine. Quando mi ha preso, però, ci siamo battuti per un paio di curve e purtroppo ci siamo toccati e sono caduto".

Un attimo di silenzio, anche per ridare vitalità ad una voce meno squillante del solito.

"All'inizio mi sono spaventato perché avevo dolore per l'abrasione al fianco, ma ora sto bene - ha proseguito Marc, che poi ha ribadito - Siamo partiti con la gomma dura e non con la extra dura perché sapevamo che non saremmo riusciti a vincere con quella opzione. Quando ho visto che Valentino si è avvicinato era ancora tutto sotto controllo. Poi ci siamo toccati, sono cose che succedono, le immagini si sono viste, si impara sempre qualcosa da lui. Già dalla Malesia mi aspettavo che fosse così competitivo. Ovvio che fare uno zero all'inizio del campionato non mi fa felice, vorrà dire che inizierò la rimonta da Jerez. Ho sempre detto che lui è il mio idolo e il mio riferimento, c'è sempre da imparare da lui. Ora dobbiamo pensare a Jerez e cominciare a recuperare punti".

L'ultima parola la ha detta Livio Suppo.

"I grandi campioni sono così, non si accontentano. Delle volte ci lamentiamo se le gare sono noiose, questa sicuramente non la è stata. Quest'anno veramente finora non ce n'è andata bene una. Non solo per Marc, c'è stata l'operazione di Pedrosa e Aoyama che qui è stato buttato in terra da Petrucci che ha preso un punto di penalità. Per fortuna siamo solo all'inizio del mondioale e ci sono ancora 15 gare. Dani Pedrosa potrebbe tornare già da Jerez. Il Dottor Villamor, che lo ha operato, ha detto che Dani ha già iniziato la riabilitazione, ma non c'è fretta. Non vogliamo rischiare ricadute. Far correre Stoner al suo posto per aiutare Marquez? Chi pensa queste cose è libero di farlo, ma difficilmente un pilota non allenamento potrebbe arrivare davanti ad un Valentino Rossi nello stato attuale di forma".


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