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MotoGP, Magico Rossi, Marquez non si arrende e sbaglia

Valentino trionfa in Argentina con Marquez che cade, sul podio anche Dovizioso e Crutchlow, 4° Iannone

Una cosa è certa: questo decimo titolo Valentino non vuole lasciarselo di certo sfuggire. L’abbiamo capito al via della stagione in Qatar, ne abbiamo avuta la riconferma in Argentina, dove Rossi ha centrato l’84° sigillo in carriera nella classe regina, il 110° in totale. Un successo tutto in rimonta per il 46, condito da grinta, rabbia e determinazione. Non si è mai dato per vinto l’alfiere Yamaha in  questo GP di Termas de Rio Hondo, in particolare quando Marquez era andato in fuga nelle prime tornate.

Alla fine la scelta della gomma dura al posteriore ha ripagato il Dottore, che giro dopo giro è tornato sotto, arrivando negli scarichi del 93. Da lì la battaglia per il gradino più altro del podio, dove Marquez cade a terra in seguito ad un contatto con la posteriore della M1. Non voleva lasciare il successo al rivale, ma alla fine la manovra azzardata di Marquez l'ha costretto a deporre le armi. Un autogol in pieno stile. L’uscita di scena dello spagnolo lascia strada aperta verso la seconda affermazione stagionale di Rossi che in solitaria trionfa. Rossi alza le braccia la cielo, senza dimenticare il duello con la Honda del rivale: “Mi dispiace un sacco per Marc – ha affermato il 46 – spero non si sia fatto male. Ero davanti a lui e ho sentito che mi ha toccato, credo quindi sia colpa sua. Ovviamente sono entusiasta per questo risultato - ha proseguito – ho dato tutto quello che avevo. Sapevo che la scelta della gomma ci avrebbe premiato e così è stato. Siamo sempre in testa al campionato, servirà quindi continuare su questa strada”.

Valentino è lassù in cima al podio. Al suo fianco c’è ancora una volta Andrea Dovizioso, eroico nel portare nuovamente la Ducati nelle prime tre posizioni. Al forlivese resta il rammarico per il deterioramento della gomma, che lo ha costretto a rinunciare alla bagarre finale: “Negli ultimi giri non avevo forse il passo sperato – ha analizzato l’alfiere di Borgo Panigale – Valentino oggi era più veloce, però sono entusiasta, perché abbiamo ridotto il divario da Rossi e questo è un aspetto importante per la nostra GP15. Questa gara mi ha permesso di capire ancora di più la moto e sono molto fiducioso per Jerez”.

Se non fosse per il sorpasso di Crutchlow su Iannone alla penultima curva, avremmo rivisto lo stesso podio del Qatar. Questa volta però ci si è messo di mezzo l’alfiere LCR a negare il terzo posto all’abruzzese. Un Crutchlow più che soddisfatto: “Credo sia stata una grandissima battaglia con le Ducati – ha spiegato l’inglese – non mi sono mai voluto dare per vinto e proprio per questo il podio è meritato. Abbiamo lavorato tanto con la squadra e la scelta della gomma ha premiato”. Alle loro spalle un deludente Lorenzo, soltanto quinto.

LA CRONACA - Yamaha con la dura, mentre Marquez e le Ducati puntano sulla media. Allo spegnimento dei semafori Marquez deve subito fare i conti con un agguerrito Espargaro. L’alfiere Suzuki insidia il campione in carica, ma il 93 chiude ogni varco. Dalla seconda fila emerge Lorenzo, che al termine prima tornata si mette alle spalle della Honda. L’alfiere Yamaha non riesce a tenere il passo della Honda, tanto che Marquez mette già un secondo sugli inseguitori. Lorenzo è costretto a guardarsi alle spalle, tanto che Crutchlow e le Ducati lo infilano alla seconda tornata, mentre Rossi è sesto, davanti a Espargaro.

Dopo sole tre tornate Marquez fa il vuoto, tanto da accumulare oltre due secondi di vantaggio. Lo spagnolo è l’unico a girare sotto il muro dell’1’40. Con il campione del mondo in fuga, la lotta è tutta per la seconda posizione, dove Cruchlow è chiamato a tenere a bada le Ducati di Dovizioso e Iannone. Valentino suona la carica, rendendosi minaccioso negli scarichi del compagno di squadra. L’attacco decisivo su Lorenzo giunge al quinto giro, con il Dottore che mette nel mirino Iannone. Intanto Petrucci naviga in nona posizione, preceduto da Espargaro e Smith. Attimi da paura invece per la Ducati Pramac  di Hernandez che va a fuoco. Il colombiano è quindi costretto ad alzare bandiera bianca, scampando alle fiamme.

Quando mancano 18 tornate al termine, Andrea Dovizioso rompe gli indugi, infilando Crutchlow e agganciando la seconda posizione alle spalle di Marquez. Anche Rossi suona la carica. Nel giro seguente il pesarese passa Iannone, in seguito approfitta di un largo dell’inglese per mettersi alle spalle di Dovizioso.

Sembra quindi di rivedere il copione del Texas, con Marquez in fuga e i due italiani a darsi battaglia. Il duello si accenda alla decima tornata, quando la M1 del Dottore sopravanza la GP15 del forlivese. Nella top ten perde contatto Petrucci, retrocesso all’undicesimo posto, mentre Melandri e l’Aprilia si trovano a ridosso della ventesima posizione.

Sotto il muro dell’1’40 scendono anche Rossi e Dovizioso. I due portano il distacco da Marquez a poco più di tre secondi. Valentino gira due decimi più veloce rispetto al tempo del leader della corsa, riducendo il gap a 2”5 quando ci sono ancora sette giri da disputare. Alle spalle del terzetto di testa è battaglia vera tra Crutchlow e Iannone per il primo gradino sotto il podio. Si sveglia anche Lorenzo, giungendo negli scarichi della Ducati.

A sei giri dalla fine Marquez continua a perdere terreno, tanto che il vantaggio dell’alfiere Honda si riduce a solo 1”5. Valentino e Dovizioso fanno sentire la pressione al 93, il quale accusa problemi di deterioramento alla gomma.

Quando mancano cinque tornate alla bandiera a scacchi, Rossi strappa un 1’39”019 da paura. Il campione in  carica della classe regina ormai è braccato. Solo sei decimi separano Valentino da Marquez, mentre Dovizioso perde terreno dalla M1 del Dottore.

Nel frattempo durante la lotta per l'11° posto Danilo Petrucci entra duro in staccata su Hiroshi Aoyama che finisce in terra. all'italiano verrà dato un punto di penalizzazione, ma gli occhi degli spettatori sono puntati sulla testa della gara.

La Yamaha del 46 è negli scarichi della Honda. Valentino studia da vicino il rivale per capire dove colpire. Rossi attacca in curva tre, ma arriva lungo, Marquez si riprende quindi la posizione. La battaglia è solo all’inizio, perche il 46 ci riprova due curve dopo. Il Dottore passa, il pilota di Cervera prova allora a reagire, ma tocca la posteriore della M1 finendo incredibilmente a terra. Con Marquez fuori dai giochi, Valentino corre in solitaria verso la seconda vittoria stagionale, mentre Dovizioso porta per la terza volta consecutiva la GP 15 sul podio. Beffata all’ultima curva l’altra Ducati di Iannone, costretto ad inchinarsi di fronte ad un sorpasso al cardiopalmo di Crutchlow. Per Petrucci undicesimo posto, ventesimo Melandri.

 

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