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SBK, Assen, Sykes: attenti al mucchio selvaggio

Tom: "Mi aspetto una lotta a quattro". Rea: "Ho il passo giusto". Haslam: "Serve più maneggevolezza"

Nella Superpole “ottovolante” di Assen – prima di montare la gomma da qualifica, i primi quattro piloti in griglia (ancora una volta, tutti britannici) erano separati da un decimo – Tom Sykes si è aggiudicato il primo posto con un 1’34.789. Per il pilota di Huddersfield si tratta della 25ª pole position in carriera e, dopo un inizio di stagione sottotono, una fondamentale iniezione di fiducia.

“Ci stiamo avvicinando – ha esordito Sykes – Aspettavo questo risultato da tempo, ma già ad Aragon avevamo raccolto indicazioni positive. Io e la Kawasaki stiamo cominciando a diventare una cosa sola, mentre nelle prime due gare andavamo in direzioni diverse”.

Cosa ti manca?

“Posso ancora migliorare, ma almeno sono tornato veloce sul giro secco. Ora devo estendere queste prestazioni sulla distanza di gara”.

Nei giorni scorsi hai parlato di lunghe riunioni con il tuo staff… Sembrano aver funzionato.

“Ho fatto lavorare molto i meccanici, e voglio ringraziare pubblicamente la mia crew. Questa pista non è stop-and-go ma fluida, teoricamente non ideale per il mio stile di guida, ma se il pacchetto funziona penso di potermela giocare su ogni circuito. Siamo costanti, ma domani ci serve ancora un mezzo passo avanti”.

Quanto è importante questa pole position per la tua fiducia?

“Non troppo, in molti hanno tirato le somme troppo in fretta. Da tre anni lotto per il titolo, mi serviva solo tempo. Avevamo troppe incognite da risolvere tra l’inverno e le prime due gare, ora ne abbiamo eliminate parecchie, stiamo lavorando di fino”.

Cosa ti aspetti per le gare di domani?

“Tre o quattro piloti veloci, 21 giri di puro divertimento. Se il gruppo resta compatto potrebbe venirne fuori una gara da paura”.

Sykes ha staccato di 0.131 secondi il compagno di squadra e leader in classifica Jonathan Rea, che dalla sua ha però un passo incredibile, come evidenziato dai 16 giri consecutivi in 1’36 basso durante la FP4.

“È importante partire dalla prima fila qui ad Assen, ma sono contento soprattutto del passo – ha confermato il nordirlandese – Congratulazioni a Tom, ha fatto un giro impressionante considerando le nuove configurazioni tecniche. Io ho fatto qualche piccolo errore, ma nulla di grave”.

Dopo tutto, non hai mancato di molto il bersaglio…

“Ci tenevo molto alla pole position. Le sensazioni nel giro di lancio erano ottime, ma ho esagerato un po’ alla prima curva e ne ho pagato le conseguenze anche nele due successive. Quando ho visto il tempo sul dashboard ho pensato ‘basta per la prima fila, non per la pole’”.

Le temperature, seppur più alte, sono borderline per quanto riguarda la scelta della mescola (sotto i 30 Cº dell’asfalto, solitamente i piloti scelgono la più dura). Che idee ti sei fatto per domani?

“Potremmo scegliere due mescole diverse, anche se la morbida perde molto in fretta la temperatura dopo che vengono tolte le termocoperte, e considerando i tre minuti in griglia ed il giro di allineamento, potremmo finire per usare tutti la SC1”.

Terzo tempo per Leon Haslam, settimo nella FP1 e ma rientrato di gran carriera, turno dopo turno, sulla falsariga di quanto accaduto ad Aragon. Il britannico è l’unico relativamente vicino a Rea in classifica – a -26 – e dovrà marcare a uomo il connazionale.

“L’Aprilia non è ancora maneggevole come la Kawasaki – ha analizzato Haslam – Si impenna e ti scuote ancora troppo. Questa è l’area su cui dobbiamo intervenire”.

A cosa imputi la partenza in salita?

“Abbiamo perso tempo il venerdì lavorando sul freno motore, per poi tornare alla configurazione di base al sabato. Abbiamo anche fatto molte modifiche a livello di ciclistica. I passi avanti ci sono stati, ma non è stata una cosa rapida. Siamo usciti e rientrati nei box molte volte”.

Cosa prevedi per le gare?

“Non abbiamo ancora il passo di Rea. Ci manca un decimo sul giro secco, qualcosa di più sulla distanza.  Ancora non riesco a mettere la moto dove voglio, e non è una questione di temperature dell’asfalto – quelle sono rimaste costanti – quanto di assetto”.

Quindi sarà un altro derby Aprilia-Kawasaki?

“Le Kawasaki, come sempre, sono le moto da battere. Ma ad Aragon pensavo di essere più lontano invece in Gara Due me la sono giocata fino all’ultimo con Rea. Anche Vd Mark sembra avere un buon passo, Davies ha alti e bassi come noi. È difficile fare un pronostico”.

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