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MotoGP, Dall'Igna: la GP15 non è una coperta corta

"Coi due Andrea faremo grandi cose". Sulla benzina: "non l'abbiamo finita e abbiamo una soluzione"

Texas – Italia – Argentina, Luigi Dall’Igna negli ultimi giorni ha passato più tempo in cielo che a terra. Fra il GP di Austin e quello di Termas de Rio Hondo è infatti passato per Borgo Panigale in tempo per portare via qualche novità. Non che la GP15 abbia bisogno di rivoluzioni, ma qualche neo da sistemare c’è e non potrebbe essere altrimenti per una moto che “in praticata ha fatto le prime due simulazioni di gara negli ultimi Gran Premi”, scherza l’ingegnere in un’intervista pubblicata oggi sul Corriere dello Sport.

E infatti ad Austin le due Desmosedici si sono fermate poco dopo il traguardo e non per mancanza di benzina, come già detto dai due piloti e come conferma ora il progettista.

“Quando c'è poco carburante nel serbatoio la sua temperatura sale rapidamente, specie quando si rallenta nel giro di rientro, e si ha un fenomeno di cavitazione – cioè si forma del vapore all’interno della benzina che non permette alla pompa di pescare correttamente - Era un problema che conoscevamo già con la GP14, sulla GP15 è meno pronunciato, ma non cancellato. Comunque il mio rientro in Italia esula da questo inconveniente, era già previsto perché la moto completamente nuova e potevano sorgere degli imprevisti”.

Il viaggio è comunque arrivato nel momento giusto e in Argentina sulle Ducati saranno già montate delle parti per cercare di risolvere il problema. Che sembra essere una conseguenza delle alte temperature di esercizio del propulsore Ducati.

Abbiamo fatto in modo di avere un maggior flusso d'aria fra motore e serbatoio e quella presa d’aria sul lato sinistro di cui si parla tanto non c’entra niente – continua Dall’Igna – E’ vero, invece, che il nostro motore può lavorare con la temperatura del liquido di raffreddamento oltre i 100° e con la GP14 era abbastanza normale farlo. Ora lavoriamo con temperature più basse”.

Giustamente l’ingegnere non svela più di tanto i segreti della Desmosedici ma non può nascondere la soddisfazione per come sono andate le prime due gare.

In Qatar potevamo vincere, ad Austin la situazione era meno chiara, anche perché abbiamo avuto poco tempo a disposizione. Sono contento di come si sono comportati la moto e i piloti - afferma - Credo che la GP15 margini di miglioramento. Uno degli aspetti da migliorare è la frenata, e non è detto che dovremo avere a che fare con un coperta corta: si può migliorare senza peggiorare in altre aree. Il rischio è quello di commettere errori, bisogna stare molto attenti”.

Andrea Dovizioso e Andrea IannoneDall’Igna tocca un tasto importante, quello della sintonia fra moto e piloti.

Io sono contento dei due Andrea e sono certo che potremo fare grandi cose – assicura – Ho sempre detto che ho cercato quasi ogni anno Dovizioso e ora sono veramente contento di averlo in squadra. Iannone ha potenzialità incredibili ancora inespresse. E' cresciuto moltissimo rispetto al 2014: in Qatar ha fatto la gara più intelligente della sua vita e ad Austin, se non avesse dovuto recuperare, avrebbe potuto fare molto di più. Alla fine conta solo vincere, non è importante quanto peso abbia la moto, il pilota o la squadra: il successo è sempre del gruppo”.

La Ferrari in questa stagione è già riuscita a vincere, Ducati potrà imitarla.

Maurizio Arrivabene mi ha mandato dei messaggi per congratularsi con me e io ho fatto lo stesso con lui. Purtroppo non siamo riusciti a conoscerci molto, ma abbiamo stima reciproca”, conclude Dall’Igna.

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