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Vd Mark, il Rocky (e rookie) della SBK

VIDEO: l’olandese a ruota libera su Rossi, il futuro, ed una gioventù sui camion

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I manifesti esposti sul tragitto verso il TT Circuit di Assen sono sempre gli stessi: una foto di Michael Vd Mark ed il messaggio “il nostro asso nella manica” nell’idioma locale. Il giovane olandese, già campione europeo in Stk600 e mondiale in WSS (oltre che due volte primo alla 8 Ore di Suzuka), sta rapidamente guadagnando popolarità ma resta con i piedi per terra e la guardia ben alta, ben conscio che le sfide più grandi lo attendono ancora.

“Da bambino ero sempre sulla bicicletta, cercavo di andare il più veloce possibile – ha commentato nel video, davvero ben realizzato, visibile qui sotto – A sei anni sono stato in vacanza in Spagna con la famiglia e mi hanno portato su una pista di go-kart dove si poteva girare anche con le mini-moto. Non ne avevo mai provata una, ma sono andato subito veloce. Al terzo giro, stavo già bloccando il posteriore per entrare in derapata”.

Fin lì, però, Vd Mark non aveva mai considerato seriamente l’idea di diventare pilota. L’epifania è arrivata cinque anni dopo.

“A 11 anni mi sono seduto sulla moto di Valentino Rossi ad Assen – aggiunge – Ho detto a mio padre che volevo fare il pilota, da allora mi sono reso conto che era ciò che volevo fare veramente”.

Da allora, le moto sono diventate un’ossessione. “Non riesco ad immaginare una vita senza le corse. Certo, siamo pagati, ma penso che bisogni farlo innanzitutto per passione. Nel momento in cui non ti diverti più, è meglio smettere”.

Nel caso, Vd Mark sembra pronto a raccogliere il testimone del padre nella ditta di trasporti di famiglia. L’astro nascente delle due ruote se la cava più che bene anche con motrici e rimorchi. In pochi lo sanno ma, fino ad un paio di anni fa, Vd Mark era solito dare una mano sui camion tra una gara e l’altra. Ora però, la maggior parte delle sue energie è concentrata su un solo obiettivo. Per prepararsi al meglio, il rookie ha anche iniziato ad allenarsi con un ex-pugile locale.

“Diventare campione in SBK al secondo anno (come in WSS, ndr) sarebbe un sogno che si avvera. Certo che mi piacerebbe andare in MotoGP, ma il mio obiettivo rimane sempre quello di vincere, gare e titoli”.

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