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MotoGP, Marquez: pista Yamaha, ma mi sento bene

"Sarà più difficile rispetto ad Austin però la mia Honda è migliorata". Crutchlow: "dovrò famigliarizzare con il circuito"

Un inciampo in Qatar e una vittoria in solitaria in Texas. Marc Marquez si è ripreso presto dall’errore e ora vuole ricucire lo strappo – di appena cinque punti – su Rossi in Argentina. Può farlo, perché nel 2014 Termas de Rio Hondo era stata un’altra tappa della sua marcia trionfale e non aveva avuto avversari. La situazione in 12 mesi è cambiata, ma non troppo.

“Sicuramente questo sarà un bel campionato, divertente sia per i tifosi che per noi piloti – riflette – La cosa più importante era tornare a essere forte dopo la gara di Losail e l’ho fatto ad Austin. Ho solo pochi punti da recuperare, ma bisogna rimanere concentrati anche perché mi ricordo l’asfalto di questa pista molto scivoloso”.

Un problema che però non lo aveva fermato lo scorso anno.

Mi ero trovato bene ed era stato un buon weekend. Nonostante un primo giro difficile, mi pare fossi 8° - ricorda – ero riuscito a recuperare Lorenzo e a vincere. Però gli avversari ora sono migliorati e bisogna rimanere allo stesso livello. Di solito mi piacciono di più le gare che finiscono con una lotta all’ultimo giro, ma in questo momento va bene se si riesce a scappare, come è successo ad Austin”.

Il Texas è la sua seconda casa, per l’Argentina Marc ha qualche dubbio in più.

Qui sarà più difficile, la pista si addice maggiormente alla Yamaha ma, come ho detto, lo scorso anno mi sono trovato bene – assicura – Non essendoci frenate importanti la Yamaha andrà forte in una pista scorrevole come questa, ma anche la mia Honda è migliorata nelle curve veloci. Comunque non mi aspetto di vincere tutte le gare come all’inizio della scorsa stagione, sapevo che era stato qualcosa di speciale. Bisogna avere pazienza e soprattutto essere consistenti, che è la cosa più importante. Quando potrò lottare per la vittoria lo farò, altrimenti cercherò di salire sul podio”.

Marquez, soprattutto, non potrà contare su Dani Pedrosa per rubare punti agli avversari. Aoyama non è nulla più che un onesto collaudatore ma Cal Crutchlow potrebbe giocare il ruolo da outsider. Il più grande problema, per lui, è la scarsa conoscenza di Termas de Rio Hondo, avendo dovuto saltare il GP lo scorso anno per una frattura a un dito.

“Dovrò famigliarizzare con la pista, innanzitutto – dice l’inglese – Un po’ la conosco, avendo partecipato ai primi test qui due anni fa ma sarà comunque un fine settimana più difficile del solito. In quell'occasione mancava completamente grip e avevo percorso solo pochi giri. Il 7° posto ad Austin non è stato il massimo dopo le buone prove, avrei voluto provare a lottare per il podio ma ho avuto delle strane sensazioni in gara, speriamo di soffrire meno qui”.

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