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MotoGP, Rossi: voglio fare sudare Marquez

"Sulla carta l'Argentina è più favorevole a Yamaha ma Marc è il favorito. Ducati? avversaria ovunque"

Nonostante i due Gran Premi di fila, Valentino Rossi ha trovato comunque il tempo di salire in sella ed allenarsi. Prima di partire dal Texas in direzione dell’Argentina, Valentino Rossi ha fatto tappa al Boot Camp di Colin Edwards, dove si impara la guida di traverso e… a sparare.

E’ stata una bella giornata quella passata con Colin, mi sono divertito – racconta - Sparare non è una delle cose che mi appassionano di più, ma farlo una volta è comunque divertente. Più che altro abbiamo girato in moto, è stato un modo per allenarsi, c’è una bella atmosfera”.

Gli americani – con Kenny Roberts – sono stati i primi a capire l’importanza della guida sulla terra battuta come forma di allenamento. Rossi ha imparato la lezione e ha potuto fare un confronto diretto fra i due Ranch.

E’ diverso dal nostro, lo sono soprattutto le piste, la nostra è fatta per girare con moto di grossa cilindrata e serve per allenare i piloti, Colin invece ha tre circuiti, più piccoli, per andare con moto da 150 cc e che servono come scuola – sottolinea - Il problema è stato la pioggia e abbiamo potuto girare solo su quella indoor. È stato però interessante perché c’erano due piloti americani veloci di flat track ed è stato figo vedere come girano loro. Con le moto piccole abbiamo fatto un po’ di bagarre, peccato non potere avere usato altre due piste”.

Messi da parte i giochi, è venuto il momento di fare sul serio e il circuito di Termas de Rio Hondo in teoria è più favorevole di quello di Austin. In teoria, ripetiamo, perché la Honda nel 2014 fece doppietta.

Su questa pista, sulla carta, possiamo essere più competitivi rispetto ad Austin, l’anno scorso la nostra moto funzionava bene. Il layout mi piace, è molto scorrevole e questo favorisce la M1 – spiega - I favoriti rimangono comunque la Honda e Marquez, ci sono due curve in cui si frena a moto piegata dove loro vanno bene e nella scorsa stagione Marc e Dani hanno fatto primo e secondo. Soprattutto questa è stata una delle gare in cui ha dominato di più, batterlo sarà difficile ma mi piacerebbe riuscire a stargli vicino e magari fare battaglia”.

La tappa Argentina è l’ultima prima del ritorno in Europa e fina dall’inverno Valentino ha sottolineato quanto sia importante arrivarci in buona posizione.

Il primo obiettivo è arrivare a Jerez davanti a Dovizioso in campionato, so che sarà anche lui molto pericoloso. Poi stare davanti o molto vicino a Marquez, ma sono ragionamenti da giovedì. Batterlo sarà complicato, farlo sudare andrebbe già bene, non permettergli la solita passeggiata”, scherza.

Ma non è solo il campione del mondo quello da tenere d’occhio, perché le Rosse ormai sono una certezza.

“Mi piacerebbe fregare il Dovi qui, ad Austin è stato più bravo – continua - Bisogna sempre essere più realistici: lui sarà un avversario per il campionato, la Ducati va forte e Iannone ha fatto una gran gara in Texas, ha distrutto solo la gara in rimonta. Non sarà facile arrivare davanti a loro in questa pista”.

Sia in Qatar che in Texas i Rossi e Dovizioso hanno fatto scintille, arrivando quasi al contatto nell’ultimo GP.

“Andrea mi aveva detto che avevamo rischiato – ricorda – Quello era un momento in cui dovevo stare davanti a tutti i costi, è andata bene ed è stato bravo anche lui a riuscirsi a fermare. Per ora siamo quelli che se le sono date di più, speriamo di continuare così ma battendolo”.

Bisognerà aspettare poco per la rivincita.

Spero che il tempo tenga e poi rimane il dubbio di quali condizioni dell’asfalto troveremo – le parole di Valentino – Lo scorso anno avevo fatto un buon fine settimana, non riuscendo a salire sul podio per un errore al primo giro. La M1 è migliorata molto rispetto a 12 mesi fa, penso che il più grande passo avanti lo abbiamo fatto a Motegi. Da quel momento in poi siamo stati più competitivi, nei test invernali abbiamo poi fatto qualche esperimento che non ha funzionato ma per la gara in Qatar siamo riusciti a metterci a posto. Ci manca ancora un po’ di velocità nei rettilinei. Inoltre anche questa è una pista molto esigente per quanto riguarda la gomma anteriore, anche se meno di quella di Austin, bisognerà capire come è cambiato l’asfalto rispetto all’anno scorso”.

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