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SBK, Rea: Assen? Come una seconda casa

Il leader ha 5 vittorie al TT Circuit: "Gare sempre combattute in Olanda". Sykes: "La caduta? Mi sento già meglio"

Jonathan Rea, mentre il ritorno alla vittoria di Ducati ad Aragon spostava temporaneamente i riflettori su Chaz Davies, ha silenziosamente messo altri mattoni importanti in quello che sta diventando un muro tra sé e gli avversari. Complici 4 vittorie e due secondi posti in sei manche, il nordirlandese su Kawasaki ha 26 punti di vantaggio su Haslam, 57 su Davies, e ben 74 sul compagno di squadra e vice-campione Sykes. Nemmeno la febbre è riuscita a intaccare la fiducia di Rea sulla ZX-10R, ed il calendario sorride al leader in classifica.

“Assen e Imola sono tra le mie piste preferite – ha detto Rea, che in Olanda ha già vinto cinque volte (su 19 successi in totale) – Quest’anno ho cambiato moto e squadra, quindi bisognerà partire con il piede giusto al venerdì, ma penso che possiamo puntare ad un’altra vittorie. Le gare lì sono sempre incerte e combattute, cosa che mi stimola. Credo che, dopo Phillip Island, sia la pista dove mi sento più a casa. Ho passato molto tempo ad Assen, dove vengono sempre tanti tifosi britannici. Quest’anno ci sarà anche parte della mia famiglia, non vedo l’ora di correre”.

Anche Sykes ha già vinto sullo storico TT Circuit, nel 2013 (stagione nella quale centrò il suo primo ed unico mondiale). Il britannico, terzo in Gara Uno ad Aragon, è però stato vittima di una violenta (e, fortunatamente, innocua) caduta in Gara Due. La sua stella sembra particolarmente offuscata, specie visti i risultati di Rea, ma non si può mai escludere dai giochi il pilota di Huddersfield.

“Assen è una pista dove abbiamo ottenuto buoni risultati in passato – ha detto il pilota di Huddersfield – Per un pilota, è molto divertente. Mi sarebbe piaciuto correre nella sua configurazione precedente ma, ad eccezione del primo settore, ci sono ancora tante curve paraboliche che ti danno sensazioni bellissime in moto. La pendenza si somma alla velocità, e ci sono alcuni tratti veramente scorrevoli e rapidi. La caduta ad Aragon è stata dura, ma sinceramente ne sono uscito bene. Mi sento già meglio”.


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