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Turismo Veloce: la rivoluzione di MV Agusta

L'ANALISI - Cilindrata media ma dotazioni e prezzo da premium. Schiranna sbarca in un nuovo segmento.

Turismo Veloce: la rivoluzione di MV Agusta

Una moto rivoluzionaria per MV Agusta. Nell'introdurre ai giornalisti la nuova Turismo Veloce, Giovanni Castiglioni ha, senza mezzi termini, tracciato un percorso fatto di tappe fondamentali per la casa di Schiranna.

Dal 1998, il mondo delle due ruote ha potuto assistere alla nascita della F4, della Brutale, l'arrivo del Tre cilindri da 675 e la declinazione da 800, senza dimenticare la Dragster, o la Stradale. Eppure, mai nessuna moto è stata definita in tal modo. Rivoluzionaria.

A pensarci bene, la Turismo Veloce ha un alone di mistero e rivoluzione dalla sua. Presentata come prototipo al Salone Eicma 2013, è stata una moto che ha avuto una lunga gestazione. D'altro canto, se si vuol intraprendere un nuovo percorso, bisogna concedere i giusti tempi.

Questa moto è la prima MV Agusta il cui animo parte da una concezione turistica. Non affonda le proprie radici nelle prestazioni pure, nelle competizioni, ma parte da altri dogmi. Ciò non significa perdere la propria identità sia chiaro.

Un'identità che solo a guardarla è comunque ben visibile. Cambiare per farsi riconoscere.

Adrian Morton, chief designer della Turismo Veloce, ci ha spiegato come quasi si sia partiti dalle borse per sviluppare il profilo e le forme di questa moto, per riuscire a creare un design unico e tipico dello stile MV Agusta, ma al contempo esaltare le doti di compattezza, utilità e fluentezza stilistica. Ecco, in questo caso, quel concetto tanto caro di competitività si riversa su altri canali. "Si tratta di una rivoluzione perchè si parte da una base differente" ha chiosato Castiglioni, conscio della scalata all'interno di un segmento estremamente duro: "Ma noi non vogliamo sfidare BMW con il GS o la Multistrada di Ducati. Hanno altre anime. Questa non è una Maxi Tourer, è una Tourer emozionante. Non ci attendiamo grandi numeri di vendita. Saremmo contenti dell'1,8% delle quote di mercato".

Chiaro non voler sfidare i 'mostri sacri' le grandi Maxi Enduro Stradali. O meglio, non si è voluto sfidarli sullo stesso terreno, ma puntando una strada differente. Compattezza, motore Tre cilindri da 800 cc, oramai summa dei nuovi modelli, un design che ripropone gli stilemi della Mv Agusta F3 e un condino estremamente stretto e sagomato sulle borse laterali.

Ed effettivamente, a vederla - esteticamente - sembra molto ben riuscita. L'anteriore, pur mostrandosi come una sostanziale copia adattata della media sportiva di Schiranna, rimane un esempio di estetica aggressivo ma al contempo elegante, che fa il paio alla mensola reggisella in alluminio, quasi minimalista ma obiettivamente , estremamente riuscita.

In alluminio, con il codino sagomato , è un esempio alquanto originale, abbinato all'utilità del sistema di fissaggio delle valigie, che riescono ad essere inglobate in modo da ridurre fortemente lo spazio di ingombro trasversale, uno dei punti chiave di questo modello. Già perchè poi, a vedere i dati e le cifre, è il manubrio ad essere più largo con 90 cm, mentre lo spazio trasversale dotato di borse è di 81 cm.

Oltretutto, cosa non da poco, le borse sono da 30 litri, in grado di contenere un caso integrale. Zona anteriore preminente, con un cupoino facilmente regolabile ed un fontale ben conosciuto; zona posteriore quasi minimalista ma non per questo povera o spartana. Ben carenata invece la zona centrale con un serbatoio in grado di contenere ben 22 litri.

Chiaro però che se l'occhio vuola la sua parte, è la tecnica alla base di tutto. Ed in questo, se da un lato Schiranna si lancia con una cubatura media, dall'altra rilancia con un interasse da 1460 mm ed un peso a secco di 192 kg. Piccola e leggera, tanto per dirla in due parole. Non si tratta di cifre rivoluzionarie, assimilabili a quanto mostrato da altre crossover di pari cilindrata, ma a cui Schiranna non si è rivolta in termini di paragone, puntando al confronto con le Maxi da 1200.

Una volontà dettata dalla voglia di offrire un pacchetto 'premium', secondo cui la cilindrata media deve esser vista non come limite ma come scelta. "Facciamo moto esclusvie. Il cliente MV Agusta cerca qualcosa che da altre parti non trova. E noi non puntiamo ai numeri assoluti, ma a qualcosa che emozioni. D'altro canto, anche una utilitaria ed una supersportiva vanno per strada da un punto A ad un punto B. Ma son due storie diverse" chiude Castiglioni. Ed in effetti, anche il prezzo risulta da premium, con 15.990 euro per la Turismo Veloce 'base' e 17.790 la versione Lusso.

Il motore è il tre cilindri da 800 cc come detto, chiaramente rivisto per adattarlo a quelle che sono le dinamiche e gli scopi di questa moto. Nuovi alberi a camme, con fasature e alzate diverse. Riviste anche le camere di combustione, inoltre è stato ridisegnato lo scarico, oltre che reimpostate le mappature.

In questo modo si è arrivati alla potenza di 110 cavalli a 10.000 giri, ma la coppia sale fino a 83 Nm a 8000 giri. Una coppia presente e disponibile al 90% già a 3500 giri. L'obiettivo dunque è ben chiaro per questo modello e questo motore, che tiene ovviamente l'albero motore controrotante.

Frizione antisaltellamento, elettronica che abbiamo avuto modo di provare e saggiare già precedentemente con la centralina MVICS 2.0 in grado di leggere e sfruttare la piattaforma inerziale. Sono state ovviamente confermate anche le mappe motore con le tre preimpostate - Turismo da 90 cavalli ed un appiattimento della linea di coppia, Sport da 110 cavallie Rain da 80 - ed una customizzabile a piacimento.

E sono tanti in effetti i punti su cui poter lavorare: curva di coppia del motore, modalità di intervento del limitatore, sensibilità del gas, risposta del motore, controllo di trazione, freno motore. Non poteva non esser confermato anche uno dei punti chiave, peculiari dell'ultima generazione MV Agusta, ovvero il cambio elettronico EAS 2.0 con quickshift e downshift.

ABS di serie per questa Turismo Veloce. Ultime parole per la strumentazione con un dashboard TFT da 5 pollici a colori, un vero e proprio computer abbinabile con un sistema Bluetooth che fa anche da router per un massimo di 9 dispositivi. Un sistema che - sulla versione Lusso comprenderà anche l'acquisizione dati GPS. Si tratta anche qui di una strada che in MV Agusta stanno tracciando per sviluppare delle app per smarphone apposite, grazie alle quali si riuscirà a fare il proprio assetto proprio tramite telefonino.

Ultime parole per una dotazione dela nuova Turismo Veloce Lusso, ovvero il sistema MVCSC ovvero MV Agusta Chassis Stability Control. In altre parole? Sospensioni a controllo elettronico basate su forcella e ammortizzatore Sachs in grado dis sfruttare l'algoritmo Skyhook. Non le abbiamo messe alla prova, avendo provato la versione con forcella tradizionale.

La rivoluzione di MV Agusta dunque passa per il turismo, per la Turismo Veloce. Vedremo se le strade di Nizza saranno d'accordo. Rimanete collegati. A breve la nostra prova!

 

 

 

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