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SBK, Aragon: il Bello, il Brutto, il Cattivo

Ducati interrompe un lungo digiuno con Davies, Rea intanto scappa. Sykes e Guintoli in ombra

Un sole rosso si è alzato nell’altopiano desertico di Aragon: il ritorno alla vittoria – la prima con la Panigale – di Ducati in SBK (con Chaz Davies) rappresenta l’alba di un nuovo giorno e la fine di un incubo per la Casa italiana, storica protagonista del mondiale delle derivate di serie ma a secco per 58 gare (record negativo). Un lungo “sonno” che già da qualche mese sembrava destinato ad interrompersi, ed a svegliare la bella addormentata bicilindrica è stato un gentleman timido e di poche parole che risponde al nome di Chaz Davies. Nel frattempo, Jonathan Rea è andato in fuga in campionato mentre grandi nomi come Tom Sykes e Sylvain Guintoli sono finiti al tappeto. Ieri, però, i riflettori erano tutti puntati sugli uomini di Borgo Panigale.

IL BELLO – “Ho tentato, non ci sono riuscito, riproverò”, aveva detto Davies al termine del duello, perso per pochi centesimi, con Rea in Gara Uno. Il gallese è stato di parola, andando sorprendentemente in fuga. I problemi di potenza e usura gomme evidenziati in circostanze simili in passato dalla Panigale sembrerebbero scongiurati. Attendiamo ulteriori verifiche nelle prossime settimane, quando, con un pizzico di campanilismo, speriamo che anche il nostro Davide Giugliano possa raccogliere quanto seminato insieme a tutta la squadra. In ogni caso, il ritorno di Ducati alla vittoria serviva al Costruttore quanto al campionato stesso. Kawasaki e Aprilia non sono più sole.

IL BRUTTO – Sylvain Guintoli era andato punti per 43 gare consecutivamente (record assoluto). Fino a ieri. Il campione in carica sta ancora cercando il proverbiale bandolo della matassa Honda, cosa comprensibile, ma vederlo così in difficoltà rattrista e non rende giustizia alle sue qualità, ampiamente dimostrate. Se non altro, il francese non manca certo di umiltà e forza di volontà.

IL CATTIVO – La deroga FIM che ha consentito di utilizzare l’elettronica 2014 nei primi due round era volta ad incrementare la sicurezza dei piloti ma, nel caso di Suzuki, ha rischiato di diventare un’arma a doppio taglio. Sia Alex Lowes che Randy De Puniet sono stati costretti al ritiro in Gara Uno, per poi lottare ai margini della zona punti nella seconda manche. Lowes, inoltre, ha corso alcuni pericoli: fermo “al palo” nella prima partenza per problemi al “launch control”, poi autore di un lungo a inizio di Gara Due per un malfunzionamento del freno motore. In futuro, si potrebbe aggiungere un obbligo di effettuare test preventivi perché così, francamente, non va.

LA CONFERMA – In sei gare disputate, sul podio hanno sventolato soltanto Union Jack. Senza nulla togliere ai meriti dei contendenti d’oltremanica, un po’ più di varietà farebbe il bene di tutti. Le gare restano, nella maggior parte dei casi, spettacolari. Ma è la SBK o il BSB? Ah, quasi dimenticavamo il ruolino di marcia di Rea: 4 primi e 2 secondi, e ieri aveva pure l'influenza...

LA DELUSIONE – Tom Sykes sembrava finalmente pronto ad incrociare i guantoni con il compagno di squadra Rea, che fin qui lo aveva sempre battuto. Il vice-campione ha risposto con una buona qualifica (terzo) e tentato addirittura la fuga in Gara Uno, ma qualcosa sembra essersi inceppato nei suoi ingranaggi. Un brutto high-side nella seconda manche all’inizio del rettilineo lo ha lasciato zoppicante nella via di fuga. Per lui nessuna visita al centro medico: dritti nel motorhome a sbollire la rabbia. Intanto però i punti di distacco dal compagno di squadra sono 74…

LA SORPRESA – Nonostante otto mesi di stop vissuti nell’incubo del team fantasma JR Racing, Ayrton Badovini si è tolto in fretta la ruggine di dosso, centrando la Top 10 con BMW nella seconda manche dopo un’ottima qualifica in sesta posizione. Un risultato che, con un pizzico di prove in più, avrebbe potuto anche essere migliore. Comunque, il biellese ha superato le aspettative.

IL SORPASSO – “Chaz è un matto in staccata”, aveva detto Rea (senza polemiche, come complimento), e Davies lo ha confermato all’ultima curva in Gara Uno. Forcella a pacco e posteriore che saltella, il gallese era quasi riuscito nell’impresa, ma Rea ha incrociato di mestiere beffandolo sul traguardo. In Gara Due, invece, il ducatista è scappato fin dalla partenza. A dare spettacolo, in quel caso, ci hanno pensato Vd Mark, Badovini, Terol, Salom e Mercado.

LA CURIOSITÀ – La comunità autonoma di Aragón è una terra isolata, circondata da due catene montuose imponenti, separate dalla valle del rio Ebro. Di conseguenza, la popolazione è scarsa. Tra i nativi illustri figura però Francisco Goya, celebre artista autore della Maja Desnuda, capolavoro di simbolismi e spartiacque della tradizione, addirittura sequestrato durante l’Inquisizione. Per capire quanto i tempi (e i costumi) siano cambiati, basta gettare lo sguardo su una qualsiasi “ombrellina” in griglia.

IO L’AVEVO DETTO – “Per me Aragon è un posto come gli altri”, le parole di Chaz Davies alla vigilia della gara. Ammesso (e non concesso) che non stesse facendo pretattica, il gallese (che al Motorland aveva già colto il primo podio e la prima doppietta della sua carriera in SBK) dovrà certamente ricredersi.

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