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SBK, Ducati: la vittoria? Ci siamo tolti un peso

Parla il responsabile SBK Marinelli: "vittoria netta e non casuale. La squadra ha reagito lavorando sempre di più"

Come un vino invecchiato in botte, la vittoria della Ducati Panigale ad Aragon con Chaz Davies ha un gusto unico, particolare. Erano passati quasi due anni e mezzo dall’ultimo successo di Borgo Panigale in SBK (ottenuto da Sylvain Guintoli a Magny Cours sulla “vecchia” e gloriosa 1098), mentre l’ultima Rossa non aveva fin qui mantenuto le aspettative. Nel tempo, però, è stata affinata, fino a raggiungere la sublimazione. Ora, nei box, è tempo di riempire i calici e brindare. Prima, però, abbiamo chiesto ad Ernesto Marinelli, responsabile del progetto Superbike (nella foto, con Troy Bayliss), quali emozioni abbia provato a sospendere un digiuno tanto lungo.

“(sospira) sembra che mi sia venuto via un pezzo da 200 chili che mi portavo sul groppone. Ovviamente sono contentissimo. Sono stati due anni difficili, passati ad inseguire questo risultato. Ci siamo avvicinati progressivamente, ma ci era sempre mancato qualcosa per finalizzare. Lo scorso anno abbiamo avuto diverse occasioni in cui siamo stati ad un soffio dalla vittoria, e questo risultato ripaga in parte il lavoro di tutti quanti”.

Come si raddrizza la rotta, in questi casi?

“I ragazzi non hanno mai mollato un minuto in questi due anni. Non hanno mai perso motivazione, anzi, hanno sempre reagito lavorando più duramente, dedicando più ore al progetto. Finalmente siamo riusciti a tornare in cima, e con decisione. Il risultato di Gara Due è stato netto e tutt’altro che casuale. Questo è un traguardo importante, vuol dire che la direzione presa all’inizio dello scorso anno è positiva. Dobbiamo continuare su questa strada”.

È cambiato qualcosa, qui, rispetto al passato?

“In questo weekend abbiamo lavorato tanto, ed anche prima nei due giorni di prove a Misano, per dare più fiducia a Chaz. Nei test abbiamo raccolto dati importanti ma qui la situazione non era altrettanto chiara, quindi abbiamo preso una strada diversa. Ha funzionato abbastanza bene, ma dobbiamo continuare lo sviluppo per procedere nella giusta direzione”.

Ora arrivano Assen ed Imola, due piste teoricamente buone per la Panigale. Cosa ti aspetti realisticamente?

“Non credo ci siano piste particolarmente ostiche o favorevoli nei prossimi appuntamenti. Il livello è alto, quindi ogni gara sarà dura. Lo abbiamo già visto in Australia e Tailandia, dove comunque eravamo vicini ma abbiamo guidato troppo al limite. Qui siamo riusciti a dare a Chaz un po’ di respiro, con ottimi risultati. Cercheremo di partire dalla stessa base, e dalla stessa fiducia, che ci ha portati a questo risultato”.

Sia Assen che Imola non hanno grandi rettilinei, anche se comunque già adesso il gap in velocità di punta è quasi nullo…

“Sì, resta un po’ di differenza, ma non come in passato. Certo, anche quando sei vicino puoi essere penalizzato, perché il rettilineo rimane il punto più facile dove superare”.

Però sembra che adesso il gap in rettilineo nasca semmai all’inizio, nelle marce basse piuttosto che in allungo…

“Sì, verso la fine c’è meno differenza mentre paghiamo ancora qualcosa in accelerazione. Assen, Imola e Portimão non ci hanno creato particolari difficoltà lo scorso anno, anche se resta da considerare la variabile meteo. Ogni gara ha alcuni aspetti imprevedibili e difficili da gestire, ma oggi abbiamo gettato una buona base sulla quale continuare a lavorare”.

In Ducati si è investito molto sulla MotoGP. Questo rilancio in SBK può portare ad una collaborazione più stretta, una sorta di osmosi ancora maggiore?

“C’era già e c’è ancora. Ducati Corse è un’entità unica. Dall’ufficio calcoli alla progettazione, c’è una sorta di fusione. Il trasferimento del know-how è sempre completo. Su questo lavoreremo, e l’esperienza su entrambi i campi servono per fare crescere entrambi i progetti, nonostante i regolamenti tecnici sostanzialmente diversi. Ma ci sono alcuni aspetti in comune che ci servono a progredire”.

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