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SBK, Aragon, Haslam: la pole? Una bella sorpresa

"Passo avanti nella FP4, ma ci manca ancora un po' di grip. Stiamo ancora sperimentando con la ciclistica"

Statistiche alla mano, Leon Haslam non è uno specialista del giro secco. La sua ultima pole position risaliva al 2010, a Phillip Island con la Suzuki, ma il britannico – dopo qualche difficoltà nei turni iniziali – ha tirato fuori le unghie nel momento decisivo ad Aragon, portando la sua RSV4 in prima posizione al termine di una qualifica particolarmente combattuta con un tempo di 1'49.664, circa 1.7’’ più veloce del suo miglior crono nella FP3. Se mai fosse stato necessario, Haslam ha confermato che sia lui che la RSV4 possono essere sempre della partita.

“Normalmente non sono uno da pole position – ha ammesso il pilota Aprilia, protagonista in questo inizio di stagione e secondo solo ad uno straripante Jonathan Rea – Semplicemente, tutto ha funzionato alla perfezione. Ho avuto problemi di grip per tutto il weekend, che ci ostacolavano soprattutto in ingresso di curva, ma siamo riusciti a risolverli e di conseguenza la moto curvava meglio, ero più veloce in generale”.

Cosa resta da migliorare?

“Non abbiamo cambiato nulla prima di mettere la gomma da qualifica, dobbiamo solo trovare un po’ di aderenza in più perché i vantaggi sono innegabili – ha aggiunto – Sono andato lungo in un paio di occasioni ma non ho perso molto tempo, quando ho visto il tempo sul cruscotto ero molto felice”.

In settimana ci hai raccontato che l’Aprilia ha un vantaggio in termini di usura gomme sulla lunga distanza. Qui invece hai detto di essere più preoccupato per quanto riguarda il comportamento delle gomme…

“La RSV4 lavora benissimo quando le gomme sono praticamente finite, è più ‘gentile’ sugli pneumatici e ti consente di mantenere un buon ritmo sulla distanza di gara, ma ci serve ancora più aderenza all’inizio – ha chiarito Haslam – Con le gomme da gara, ci manca ancora qualcosa. Voglio essere sicuro di poter restare nel gruppo di testa fin dall’inizio”.

È vero che hai provato assetti radicalmente diversi?

“Abbiamo lavorato molto sulla ciclistica, lavorando sull’interasse, l’inclinazione, molte variabili. Abbiamo cambiato completamente direzione prima della FP4, ed abbiamo trovato la strada giusta. Ho fatto qualche errore, avrei potuto girare in 1’50 e mezzo con gomma da gara. Se ci riuscissi in gara, potrei stare nel gruppo dei primi. Non ci manca molto, ma la differenza tra essere vicini e vincere una gara è molta”.

Stai ancora scoprendo i segreti della RSV4 quindi?

“Non abbiamo fatto molti test in inverno, quindi stiamo ancora sperimentando. In Australia non è stato necessario perché eravamo veloci da subito, mentre in Tailandia, una pista nuova, ci siamo concentrati soltanto sulle caratteristiche dell’asfalto. Sto ancora scoprendo i pro e i contro di ogni modifica sulla moto”.

Seconda fila per il rookie Jordi Torres, sesto, comunque soddisfatto del risultato dopo le difficoltà incontrate durante le prove.

"Siamo migliorati molto rispetto ieri, ci manca ancora un po' di velocità ma abbiamo fatto un deciso passo in avanti – le parole dello spagnolo – Devo riuscire ad essere più cattivo in staccata e in ingresso curva per avvicinarmi ai migliori. Devo anche imparare a sfruttare al meglio la gomma da qualifica. Se riuscissimo a fare un ulteriore step nella gestione dello pneumatico anteriore, potremo crescere ancora. L'obiettivo per domani è rimanere in contatto con il gruppo di testa, continuando ad osservarli per accumulare esperienza”.

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