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MotoGP, Austin: esce il sole, spunta Marquez

FP2 - Risale la china Iannone che chiude terzo. Jorge Lorenzo fuori dalla Top ten

Il sole fa capolino sul - solitamente - assolato Texas in occasione della seconda sessione di prove libere della Motogp e spunta Marc Marquez in cima alla lista dei tempi. Una sessione particolare questa pomeridiana, con le condizioni della pista estremamente mutevoli, con l'asfalto che, mano a mano che passavano i minuti, andava asciugandosi.

Ecco quindi che, a fronte di una prima parte dettata da gomme da bagnato, nei minuti conclusivi tutti i protagonisti della classe regina hanno montato gomme da asciutto e mescole morbide per assicurarsi una fiche, un 'gettone di presenza' per la Q2.

Perchè, se invero l'accesso diretto alle prove cronometrate passa anche per le FP3, la prossibilità di pioggia per domani le renderebbe praticamente inutili. Le Fp2 si sono quindi tramutate in un antipasto godibile per le qualifiche con diverse sorprese ai piani alti.

Partiamo dalla già citata costante-Marquez che chiude la sessione in 2'04.835, 327 millesimi di secondo meglio di Cal Crtuchlow che con la Honda Factory del team LCR si è assicurato proprio sotto la bandiera a scacchi la seconda piazza. Costanti dicevamo, come evidentemente sono ora le Ducati di questo 2015 con Andrea Iannone risorto dopo delle problematiche FP1, risalito in terza piazza a 355 millesimi di secondo e addirittura primo fino a pochi secondi dal termine.

La Ducati ha di che sorridere anche con Dovizioso, quinto, a 811 millesimi dalla vetta però. Un time attack questo che si è rivelato fondamentale anche per quanto concerne la scelta del momento 'giusto' per entrare con la mescola più morbida per sferrare il tempo. Scelta di tempo che, come confermato da Maio Meregalli, non è riuscita a Jorge Lorenzo, undicesimo al termine della sessione e momentaneamente fuori dall'accesso alla Q2 diretta.

Il maiorchino chiude infatti con 1.339 secondi di ritardo da Marquez, sopravanzato da Bradley Smith proprio negli ultimi istanti, prima che lo stesso inglese incappasse in una caduta alla curva uno. Se un lato del box Yamaha non può ritenersi soddisfatto, dall'altro lato, quello di Valentino Rossi, vi è la soddisfazione di esser riusciti a centrare la top ten con il sesto posto.

Il lato oscuro della situazione è rappresentato però dagli 8 decimi di ritardo dal crono di Marquez. Evidentemente la Yamaha sembrerebbe essere una moto non facilissima da mettere a punto, oltretutto su un circuito storicamente ostico come quello di Austin.

Settima piazza per Pol Espargaro a un secondo dalla vetta. Ad Iwata quindi la situazione non è tutta rose e fiori, mentre ad Hamamatsu c'è soddisfazione per la quarta piazza di Aleix Espargaro che nel suo giro veloce lo ha portato a 7 decimi dalla vetta.

Sorprende anche Stefan Bradl con la Yamaha Forward (+1.155). Da segnalare anche la nona posizione per Yonny Hernandez a precedere i già citati Smith e Lorenzo, la 13esima posizione di Danilo Petrucci e la 16esima di Hiroshi Aoyama che, lo ricordiamo, sostiutisce temporaneamente Dani Pedrosa in sella alla Honda ufficiale.

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