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SBK, Badovini con BMW ad Aragon: fine di un incubo

"Squadra vincente e moto competitiva – poi ironizza – Senza test è più dura, ma se penso a Bayliss non ho scuse"

Il peggio, per Ayrton Badovini, è passato. Dopo le vicissitudini legate alla mancata omologazione di Bimota ed una pausa invernale passata a domandarsi che ne sarebbe stato del suo nuovo team, JR Racing, poi svanito nel nulla, il biellese ha trovato una nuova (e molto appetibile) sistemazione all’interno del team BMW Motorrad Italia. Per lui si tratta di un duplice ritorno, sia in classe regina che con la squadra con la quale ha vinto il mondiale Stk1000 nel 2010 e corso per due anni in SBK.

“Sono molto motivato e penso di avere un pacchetto favoloso a disposizione – sono le prime parole di Badovini – Penso che questo progetto avesse bisogno di me come io di loro. Come Casa, BMW non ha niente da invidiare a nessuno. Ho dei buoni ricordi della S1000 RR, so di cos’era capace la moto, anche se è cambiata molto in questi anni. Poi conosco la squadra, lavoravo con Acocella e Innocenti già quando ho vinto il titolo nella Stock”.

L’incubo è finito quindi?

“Diciamo che tutte le sventure si sono rivelate un colpo di fortuna ed un’occasione. Certo, mi dispiace entrare per sostituire un altro pilota. D’altronde questo è uno sport individuale, e la squadra aveva una moto sola. Purtroppo ci sono decisioni da prendere, ma sono convinto di poter dimostrare che sia stata quella giusta”.

Da casa, che idea ti sei fatto dei valori in campo?

“È difficile giudicare, e forse ancora troppo presto. La Tailandia era una pista nuova per tutti, e l’Australia è sempre particolare dal punto di vista dei risultati. Non si sono ancora viste tutte le forze in campo, a parte Kawasaki e Aprilia che sono sempre sul podio”.

Cosa ti aspetti al pensiero di rientrare ad Aragon?

“Mi piace molto come pista, sono sempre andato abbastanza forte lì e sono contento che coincida con il mio rientro. È il terzo anno che comincio da lì, meno male che non l’hanno messa come ultima gara altrimenti sarebbe un casino (ride)”.

Un commento sulla moto sulla quale salirai?

“È ancora buona, sarà doppiamente difficile correre senza test alle spalle, ma secondo me non ci metteremo molto a trovare una base che faccia al caso mio. Bayliss è rientrato dopo otto anni andando forte, io sono fermo solo da otto mesi, quindi non ho scuse (ride)”.

La Bimota con cui hai corso montava lo stesso propulsore della BMW. Può essere un piccolo vantaggio?

“Ne dubito perché lo scorso anno abbiamo corso senza elettronica, quindi non ho riferimenti che mi possano aiutare. Però è stato un buon allenamento, nonostante la moto andasse comunque bene anche così, perché a volte ci si appoggia troppo al software mentre così ho potuto apprezzarne altre caratteristiche”.

Come affronterai questa nuova avventura?

“Carico e sereno. Ho già provato la posizione in sella con la squadra, e ho molta fiducia nelle persone con le quali lavorerò. Conosco tutti i ragazzi e sono contento, se avessi potuto scegliere a inizio anno, avrei scelto proprio di correre con loro. Per i risultati è presto parlarne, ma penso che possiamo già ambire alla Top 10, poi solo migliorare”.

È logico che Badovini non si “sbottoni” più di tanto, ogni pilota ha le sue superstizioni. A prescindere, pare finalmente che la sfortuna gli abbia voltato le spalle.

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