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SBK, Superbike, Aragon: caccia aperta a Rea

La SBK torna in Europa con Johnny già in fuga. Haslam guida gli inseguitori, Badovini torna con BMW

Il prossimo fine settimana, mentre la MotoGP farà tappa ad Austin, la Superbike tornerà nella roccaforte europea per il terzo appuntamento stagionale, ad Aragon. In attesa di alzare le serrande dei box, anche a motori spenti non mancano spunti di riflessione...

REA CONTRO TUTTI – Con 95 punti conquistati su 100 disponibili, Jonathan Rea si è guadagnato il ruolo di protagonista assoluto in questo inizio di campionato. In molti pensavano che il nordirlandese, che fino a quest’anno aveva sempre corso con Honda, non avesse avuto modo di dimostrare pienamente il proprio talento, ma il suo debutto con Kawasaki ha superato ogni aspettativa, tanto da attaccargli – metaforicamente parlando – il proverbiale bersaglio sulla schiena. A dargli la caccia sarà innanzitutto il suo compagno di squadra, Tom Sykes. Il vice-campione 2014, fin qui, è stato ridimensionato nel derby britannico all’interno dei box verdi, ed Aragon (dove Sykes realizzò una perentoria doppietta lo scorso anno) rappresenta un crocevia fondamentale per lui: vincere per restare in corsa, oltre che difendere le gerarchie interne, è l’imperativo per l’ex-campione del mondo.

APRILIA: NUOVE REGOLE, STORIA VECCHIA – Le prime due tappe del 2015 hanno fugato parecchi dubbi: la moto di Noale, nonostante un regolamento teoricamente sfavorevole, non ha perso lo smalto che le ha permesso di vincere tre titoli piloti e quattro costruttori negli ultimi anni, anzi. Leon Haslam sembra ringiovanito di qualche anno in sella alla RSV4, ed è stato l’unico fin qui in grado di combattere contro Rea ad armi pari. Attenzione poi al debuttante Jordi Torres. Il catalano ha ancora molto da imparare – è lui il primo a dirlo – ma apprende in fretta e, davanti al pubblico amico, può arrivare la consacrazione.

QUO VADIS DUCATI? – Dopo un pre-campionato sempre al vertice, la Panigale sembra ancora pagare dazio (anche se meno che in passato) rispetto alle quattro cilindri. Se a Phillip Island i due terzi posti di Chaz Davies avevano parzialmente rassicurato la squadra – colpita dal grave infortunio di Davide Giugliano nei test – in Tailandia sia il britannico che Troy Bayliss hanno vissuto un weekend da dimenticare. Non è tanto la velocità di punta – aspetto sotto al quale il gap è stato praticamente azzerato – a preoccupare gli uomini di Borgo Panigale, quanto il grip e, di pari passo, il comportamento delle gomme sulla distanza di gara. In Spagna ci sarà Xavi Forés, pilota dallo stile ben diverso da quello di Bayliss. Una controprova in più può comunque rivelarsi utile e, considerato che il tracciato alle porte di Alcañiz non ha mai portato particolare fortuna alla bi-cilindrica, sarà una gara cruciale per valutare il lavoro svolto nell’inverno.

CHI SALE, CHI SCENDE – Da Alex Lowes (Suzuki) a Sylvain Guintoli e Michael Vd Mark (Honda), non mancano certo nomi da aggiungere alla già folta mischia. Che dire invece di Randy De Puniet? Il francese, dopo un anno da collaudatore, non ha certo brillato tra le derivate di serie. La sua moto non è la più aggiornata del lotto, per usare un eufemismo, ma il divario con Lowes in termini di prestazioni sembra alludere a problemi addizionali. Anche il connazionale Sylvain Barrier non ha brillato come auspicato sulla BMW, tanto che al suo posto ci sarà Ayrton Badovini (mentre per il transalpino sembra ci sia pronta una R1 nel team Guandalini che già ospita Michele Magnoni). Buone notizie anche per David Salom, non ancora al 100% della forma dopo l’incidente in qualifica in Australia ma pur sempre il terzo pilota nelle gerarchie Kawasaki. L’aria di casa può dargli una marcia in più.




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