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SBK, Yamaha torna in pista con il 'tutto esaurito'

Ad Aragon il debutto della nuova R1 nella Stock 1000. In Europa successo di vendita

Yamaha torna in pista con il 'tutto esaurito'

Questo fine settimana, ad Aragon, la Yamaha tornerà a calcare le piste della Superbike in attesa di affiancare nella massima formula delle derivate di serie Aprilia, Ducati, Honda, Kawasaki e Suzuki il prossimo anno.

Per il momento lo 'sbarco' avverrà nella Stock 1000, classe spesso sfruttata per il "rodaggio". In Yamaha hanno imparato da Ducati ed hanno capito che i tempi sono cambiati: non basta fare una gran moto per tornare a lottare subito al vertice, quindi per affilare le armi conviene passare attraverso la Stock. Ma chi lo ritiene un impegno di secondo piano sbaglia.

Il plotone Yamaha in Stock 1000 comprende piloti di tutto rispetto. Il team Trasimeno schiererà Jeremy Guarnoni, campione europeo Stock 600 nel 2008 insieme a Remo Castellarin, Michele Magnoni correrà per il GM Racing, Christoffer Bergman con le insegne dell’MG Competition, Florian Marino (3° nel Mondiale Supersport 2014) e Kev Coghlan (nella foto) difenderanno la bandiera di MRS Yamaha. A questi si affiancherà, con ogni probabilità, l'ex-campione di categoria Sylvain Barrier.

Tutti i team, dall’ufficialissimo MRS (supportato direttamente da Yamaha) passando per quelli “aiutati dalla filiale europea (Trasimeno e GM) hanno avuto di constatare la bontà dello stato della R1 con un test di gruppo ad Alcarras, dove il direttore del progetto Andrea Dosoli ha dichiarato che “la moto Stock è già ad un livello altissimo mentre per la SBK è un progetto nuovo quindi c'è ancora del lavoro da fare, ma è normale a questo stadio di sviluppo”.

Tutti i team con base italiana parteciperanno anche al CIV e ai vari Castellarin, Magnoni e Guarnoni si affiancherà “Il Pirata”, Alessandro Polita. Si punta direttamente al titolo tricolore ma l’atmosfera euforica porta a pensare che il ruolo di campione Stock 1000 non sia cosi distante dalla portata del quartier generale Yamaha. La battaglia sarà ardua ma gli appassionati del marchio non attendono altro.

La nuova Yamaha R1 è stata, del resto, dal suo lancio nel press test in Australia, un successo immediato. In un certo senso la casa di Iwata si è comportata come l'Aprilia qualche anno fa con la sua RSV-4: ha targato un mezzo nato per la competizione.

La R1 nasce infatti in pista, e addirittura con l'aiuto di Valentino Rossi per il suo sviluppo. Solo successivamente si sono studiati gli accorgimenti per renderla più adatta alla strada. Anche la politica di vendita è stata aggressiva: preordini sul web con la possibilità, per gli acquirenti, di un breve corso di guida con Colin Edwards. A giudicare dal risultato nel quartier generale di Yamaha si possono decisamente ritenere soddisfatti: della versione più pistaiola della R1, denominata R1M, in Europa non ne resta neanche una da vendere.

Tutto il lotto destinato al mercato europeo è infatti stato venduto tramite la prenotazione online e tutti coloro che vorranno entrare a far parte della famiglia dei clienti elite di Yamaha dovranno attendere il prossimo anno. Non ci sarà quindi il problema delle 125 moto da produrre entro Agosto 2015 per ottenere l’omologazione al mondiale delle derivate di serie, e vista la velocità con cui la R1M è stata venduta (andando anche controcorrente rispetto ad un mercato in cui le supersportive soffrono) non ci sarà nessun problema a vendere i restanti esemplari per entrare in SBK (ossia 250 moto entro fine 2015, 1000 entro la fine del 2016, quota che peraltro sembra destinata ad abbassarsi a 500).

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