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MotoGP, Pernat: Rossi & co., che lezione agli spagnoli

"Valentino eterno, Dovi mi ricorda Biaggi, Iannone Capirossi. Trionfo netto, è stato come tornare nel passato"

Nella notte del Qatar l’Italia a due ruote ha vissuto un sogno ad occhi aperti, piazzando tre italiani sul podio in classe regina (e difendendosi egregiamente in Moto3 e Moto2). Dopo il ritorno alla vittoria della Ferrari in Malesia, un degno coronamento di una domenica da incorniciare sportivamente. Ad analizzare quanto accaduto a Losail, con la solita favella affilata, il manager Carlo Pernat.

“È abbastanza scontato parlare di trionfo italiano, anche se lo è – ha commentato il ligure – Valentino ha fatto la gara migliore della sua vita, ogni volta ne fa una più bella. È un pozzo senza fondo di sapienza e capacità, è incredibile quello che ha fatto oggi, girando in 1’55 basso tutta la gara. Sono convinto che Marquez, anche senza i problemi in partenza, avrebbe preso paga. Con i ‘se’ e con i ‘ma’ non si fanno le gare, ma solo lui aveva in tasca quei tempi lì”.

E dire che la M1 era sembrata, delle “tre Sorelle”, la moto più in difficoltà durante tutto il weekend. Non è però la prima volta che, la domenica, le M1 tirano fuori le unghie all’improvviso.  “È sempre la stessa storia, la Yamaha non va tanto nelle prove poi in gara si mette sempre a posto. Si vede che necessita di una messa a punto importante fino al sabato sera, poi alla domenica si mette bene in pista”.

Che dire poi di Ducati, finalmente sul podio con entrambi i piloti ufficiali? Secondo il manager genovese, la Rossa è stata “strepitosa. Dall’Igna ha fatto un lavoro incredibile, e si poteva anche vincere. Dovi è andato davvero forte, ma con un Rossi del genere era praticamente impossibile fare di più. Comunque mettere due GP15, una moto nuova, sul podio all’inizio ha un grande significato. Questa moto sta ancora crescendo e può diventare protagonista tutta la stagione, non se lo aspettava nessuno”.

Con tre bandiere tricolori sul podio, è parso quasi di fare un tuffo nel passato, quando la scuola italiana dominava in classe regina, invece si tratta del presente. La storia spesso si ripete, e le similitudini non mancano.

“Era dal 2006 che non mettevamo tre italiani sul podio. Valentino è sempre lui, il che è incredibile perché si parla di tanto tempo fa, ma è sempre lo stesso, forse anche migliorato. Dovi assomiglia a Biaggi, come guida e modo di mettere la moto in pista. Iannone invece mi ricorda Capirossi, perché morde il manubrio. Quindi è stato come avere una riedizione di quel trio, con Rossi che è sempre lì”.

Voto negativo per Jorge Lorenzo, nonostante i problemi all’imbottitura del casco. “Secondo me è un po’ una scusa, ha preso una paga incredibile da Valentino, che girava mediamente mezzo secondo più veloce di lui. Anche senza questo problema, sarebbe stato battuto ugualmente”.

Honda e Marquez invece hanno rappresentato una “delusione totale. Secondo me qualche problema l’avevano, perché anche dopo essersi liberato degli avversari, quando ha cercato di andare a prendere Iannone, Marquez ha fatto un paio di giri su 1’55 basso per poi tornare a 1’56. Era come se avesse un muro davanti”.

Discorso più complesso per Dani Pedrosa, che “dopo aver cambiato capotecnico e squadra sembrava molto più rilassato, invece è stato anonimo e vissuto una delle peggiori gare della sua vita. Honda dovrà guardarsi in casa, perché sono abituati a risultati diversi nelle competizioni e hanno avuto qualche problema di troppo”.

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