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MotoGP, Dovizioso: vantaggi? siamo solo stati bravi

"Ora abbiamo la base per lottare per il podio. La GP15 è un nuovo progetto e c'è ancora margine"

Ducati è la parola più ripetuta nel paddock di Losail. Le sue prestazioni nei test hanno dimostrato che la Rossa non è un fuoco di paglia e anche Dovizioso – di solito molto attento nel non sbilanciarsi – si mostra agguerrito. Gli avversari tengono d’occhio con attenzione la GP15 e le luci del Qatar potrebbero illuminare proprio la Desmosedici.

Io sono contento di iniziare, non potrebbe essere altrimenti quando chiudi gli ultimi test al primo posto e soprattutto su una nuova moto – afferma – Abbiamo una base che ci permette di lottare per il podio ma allo stesso tempo non dimentico che abbiamo guidato la GP15 solo per cinque giorni nell’inverno. Penso che abbiamo il margine per essere costanti su ogni pista ma serve ancora tempo per conoscerla. Se devo fare un paragone con lo scorso anno è tutto diverso: ora la moto è più ‘normale’ serve solo lavorare sui dettagli”.

Non è neppure preoccupato di non avere portato a termine una simulazione di gara nell’inverno,

Qui non è un problema, perché a parità di condizioni siamo sempre stati competitivi nei confronti degli avversari – spiega – Quello che bisognerà riuscire a fare è essere a posto in tutte le piste, riuscire a capire velocemente come migliorare la moto, per forza di cose non abbiamo ancora un vero setup di base. Non abbiamo ancora provato cambiamenti radicali, per esempio per migliorare la frenata, che su questa pista però non è un problema. Ci servono altri dati per avere la situazione completamente sotto controllo, ma questo significa anche che c’è ancora margine”.

Tutto ora si aspettano molto.

“Lo so, ma non ho mai detto che vinceremo domenica – sottolinea – Non potrò avere delusioni, conosco i miei avversari e cosa sono capaci di fare. Vedremo dopo la gara dove saremo. Anche l’anno scorso eravamo veloci, siamo partiti anche in prima fila, ma quest’anno ci sono motivazioni tecniche che dicono che siamo più costanti.

Tanto che i bookmaker hanno abbassato le quote addirittura per il titolo.

Io dei soldi non ce li metterei, non perché non ci creda ma perché sono realista – continua – Avere fatto dei buoni test non significa che possiamo pensare al campionato. Detto questo, non voglio fare paragoni con lo scorso anno o discorsi su quale pista sia più o meno favorevole: il progetto è completamente nuovo e le caratteristiche della GP15 sono diverse da quelle della GP14. La moto è più equilibrata, meno estrema, per questo i vari tracciati influiranno meno sulle nostre prestazioni”.

Intanto qualcuno storce il naso per i vantaggi regolamentari.

“Abbiamo scelto queste regole perché permettevano un maggiore sviluppo e abbiamo lavorato duro per sfruttare questi vantaggi. Siamo stati bravi, tutti potevano scegliere di schierarsi come Open”, l’ultima sassolino – per ora – che si toglie dalla scarpa.

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