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MotoGP, Rossi: 20° anno? sono all'università

"Ducati fra i migliori, ma in gara tutto può cambiare". Lorenzo: "qualche piccolo problemo ma mi sento più forte"

Valentino Rossi spegne le venti candeline da quando corre nel motomondiale e scherza, “le superiori sono finite, ormai sono all’università”. Il sogno del Dottore è quel decimo titolo mondiale, un gioiello prezioso da incastonare sulla sua corona. Marquez è sempre il favorito, ma la lotta alle sue spalle è dura e dovrà sgomitare. I test invernali si sono conclusi con qualche chiaroscuro ma solo il Gran Premio rivelerà i nuovi equilibri.

Sei il veterano della MotoGP, cosa hai pensato quando hai visto Bayliss tornare a correre in SBK?

Perché cavolo si è ritirato otto anni fa? (ride) Non so perché sia tornato, non è semplice rimettersi a correre dopo un periodo di stop così lungo. Secondo me bisogna smettere quando non si ha più voglia, altrimenti si creano situazioni come questa o come quella di Schumacher rientrato poi in Formula 1. Non chiedetemi quando dirò basta, Troy ha 46 anni? Allora a 44! (ride)”.

Ora si inizia a fare sul serio.

La prima gara è sempre speciale, diversa da tutte le altre, ricorda il primo giorno di scuola. Dopo i test qualche idea sul livello generale te la fai, ma riesci a capire la situazione solo in gara. Per ora mi sembrano tutti molto motivati, ci sono tanti piloti e moto in grande forma”.

Sarà una bella lotta in qualifica.

Anche nelle libere non sarà semplice, bisognerà essere subito veloci per potere stare nei primi 10 ed entrare direttamente nelle Q2. In alcuni turno eravamo in 10 in mezzo secondo, bisognerà essere bravi a lavorare per la gara e nel contempo essere rapidi, altrimenti tutto si complica. Peccato avere perso l’ultimo giorno di test qui a Losail per la pioggia, altrimenti la situazione sarebbe più chiara”.

I valori espressi nei test potrebbero cambiare?

“Anche lo scorso anno in qualifica eravamo tutti vicini ma ora la situazione mi sembra più bilanciata. In passato molti erano competitivi sul singolo giro, ma non sul passo, adesso la situazione è cambiata. In gara però è tutto diverso, bisognerà aspettare e vedere cosa accadrà. Il mio obiettivo è lottare per il podio”.

Le Ducati sembrano essere pericolose.

Basta guardare con occhio critico la classifica, sono state le più veloci nei test insieme a Marquez. E non stiamo parlando solo di un giro”.

Ti piace la gara in notturna?

Il punto positivo è che posso dormire fino a tardi (ride). È un po’ diverso dal solito, quando sei in Europa la domenica ti svegli, poi entri in pista per il warm up e in un attimo c’è la gara. Qui i tempi sono più lunghi, bisogna essere bravi a mantenere la concentrazione”.

Se l’umore di Valentino è alto, anche quello di Jorge Lorenzo è buono. Il maiorchino – nonostante gli ultimi test sotto le aspettative – è allegro, “arrivo a questo primo GP più forte ma soprattutto più leggero rispetto al 2014”, ironizza sulla sua forma fisica.

Sarà una stagione più facile?

No, sarà difficile, come sempre in MotoGP. Non nascondo che ho avuto qualche piccolo problema nei test, ma niente di troppo grande. Mi sento forte sia mentalmente che fisicamente”.

L’importante è partire bene.

L’anno scorso ho fatto un errore e sono caduto, è stata una lezione da cui imparare. Ora le gomme sono leggermente più morbide che in passato, è un punto a favore. Dovrò riuscire a essere veloce fin dalle prove libere”.

Anche tu prevedi più avversari?

Le Ducati sembrano forti e nei test eravamo tutti vicini. Io guardo a me stesso: sono contento del lavoro fatto da Yamaha, ma sono anche consapevole che nessuno ha dormito nell’inverno”.

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