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MotoGP, Ezpeleta: 12 moto "ufficiali" nel 2017

Il CEO di Dorna parla della MotoGP del futuro: "Accordi quinquennali con le Case" e contributi di circa 90 milioni

Carmelo Ezpeleta, CEO della Dorna, ha nelle proprie mani il destino del motomondiale (e Superbike). Il dirigente spagnolo, che si è fatto le ossa come direttore del circuito di Calafat e poi di Jarama, ha spesso citato Bernie Ecclestone come fonte d’ispirazione (con le dovute differenze), e non c’è da stupirsi se la MotoGP del futuro continuerà a condividere alcuni aspetti con la F1. Tra questi pilastri portanti, uno in particolare: i contributi alle squadre.

“I team restano nel campionato grazie al denaro degli sponsor e quello che gli garantisco io, che aumenta ogni anno – ha commentato Ezpeleta in un’intervista sul quotidiano spagnolo ASQuest’anno verseremo circa 70 milioni nelle casse del campionato, e vogliamo aumentare questa cifra del 30% nel 2017. In Formula 1 i numeri sono più alti, ma non c’è nemmeno un limite ai costi e nemmeno con 270 milioni puoi garantire che corrano”.

A questo proposito, Ezpeleta punta molto sull’introduzione dell’elettronica unica, standardizzata in termini sia di hardware che di software. Preventivare gli investimenti passa da un regolamento più restrittivo, ma per contro consente di garantire una certa continuità al campionato.

“Voglio che nel 2017, le Case alle quali do questi contributi, siano in grado di correre con due moto ufficiali e fornirne altre due satellite a team preesistenti. Così avremo 24 piloti. Dodici saranno ufficiali, divisi in coppie rispettivamente con Honda, Yamaha, Ducati, Suzuki, Aprilia e KTM, e altri dodici in team privati. Voglio accordi quinquennali con le Case, che riceveranno molti contributi da noi e saranno obbligate a fornire due moto satellite ad un prezzo che concorderanno con me. Se per qualche ragione lasciassero la griglia, dovrebbero restituire i contributi a Dorna”.

L’idea di Ezpeleta si basa dunque su un paradigma di libera concorrenza.

“Può succedere che un costruttore offre una moto e la squadra dica che non è interessata ad essa. In questo caso, un altro costruttore aumenterà la propria fornitura fino ad un massimo di sei moto. Il denaro extra resterà alla Casa, quindi starà ai costruttori convincere i team satellite a scegliere una moto al posto di un’altra, sulla base della qualità. Nel 2017 così spariranno le Open. Ci saranno solo moto ufficiali e satellite”.

Per l’intervista completa, cliccate QUI!

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