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MotoGP, Gli assi Honda e Yamaha, il jolly Ducati

MotoGP al via: Marquez parte da favorito, Rossi e Lorenzo in caccia e la Rossa può mettersi in mezzo

L’obiettivo è quello di riconfermarmi campione, ma penso che quest’anno sarà molto difficile”, così parlò Marc Marquez nell’ultimo giorno di test in Qatar e forse non stava facendo solo pretattica. Giovedì a Losail scatterà il motomondiale con il primo turno di prove libere e il weekend dirà quali sono i veri valori in campo, intanto si parte da un dato interessante: nell’ultimo giorno di prove erano ben 14 i piloti in meno di un secondo (0”903 per la precisione). I tempi dicono che il livello medio si è alzato, soprattutto quello dei piloti immediatamente dietro ai Magnifici 4 ma devono essere presi con le pinze. Una cosa è potere girare senza pressione con molte ore per sistemare la moto, un’altra è fare i conti con i 45 minuti di libere cercando di qualificarsi e preparando la moto per la gara.

LA CORAZZATA HONDA - Nonostante tutto, Marc Marquez parte da favorito e non potrebbe essere diversamente. Honda ha cambiato abbastanza la sua RC213V, il piccolo diavolo prima ha trovato la quadra tra le varie versioni e poi è andato all’attacco. Qualsiasi cosa succedesse, lui è sempre stato nelle prime posizioni tanto nell’amica Sepang quanto nella più ostica Losail. Gli altri speravano, faticavano, sperimentavano, lui sorrideva e ne aveva buoni motivi.

Anche Pedrosa però sembra essere contagiato dal buon umore e avere rivoluzionato il box ha avuto il suo peso. Dani solitamente non ama le novità, ma la moto 2015 già gli piace e sorride molte più che in passato. Il fantino ha sempre trovato qualche imprevisto sulla sua strada ma, a volte, chi l’ha dura la vince.

Valentino RossiL’INCROCIATORE YAMAHA – La M1 è cambiata poco – forse troppo poco – e in Qatar era lecito aspettarsi di più. È arrivato il nuovo seamless (che funziona anche in scalata) e non molto altro. Lorenzo e Rossi si sono alternati nella caccia a Marquez, di solito quando uno andava bene l’altro soffriva e viceversa. Forse, però, a questo punto avrebbero voluto essere in una posizione migliore. La Yamaha deve essere ancora messa a punto e la speranza è che non ci voglia molto tempo.

Sia a Valentino che a Jorge l’esperienza non manca, ma l’obiettivo comune è quello di fermare subito Marc per non dargli vantaggi. Losail sulla carta sembra la pista ideale, ma gli ultimi test hanno fatto sorgere qualche dubbio di troppo. Lo spagnolo si è anche innervosito per le prestazioni di Ducati e per problemi di cui la soluzione gli sfugge. L’italiano è meditabondo, anche se ancora ottimista. Entrambi sono due animali da gara, ingenuo darli per sconfitti in partenza.

Andrea Dovizioso e Andrea IannoneI PIRATI DI DUCATI – Bella, affidabile e veloce: alla GP15 non sembra mancare niente. Dovizioso e Iannone sono sembrati perfino increduli, perché un miglioramento se lo aspettavano ma un miracolo era oltre sogno. La Demosedici firmata da Dall’Igna è stata promossa sul campo e dopo due giorni di test in Qatar gli avversari la mettevano fra i pretendenti alla vittoria.

Il bello è che i tempi non sono stati figli della gomma morbida e questo è forse il dato più importante. Ducati qualche vantaggio ce l’ha e fa bene a sfruttarlo. I due Andrea dopo avere inghiottito bocconi amari per due anni sono pronti per il dessert. Il forlivese è quello costante e con esperienza, l’abruzzese quello un “po’ matto” e imprevedibile. Una coppia ben assortita che vuole dimostrare quanto vale.

Cal CrutchlowACQUE PIENE DI SQUALI – Già così ci sarebbe di che divertirsi, ma ci sono molti piloti che possono sparigliare le carte in qualsiasi momento. Non bisogna dimenticare le altre moto Factory di Honda e Yamaha. Cal Crutchlow è uno di quelli che può puntare al podio quando tutto gira nel verso giusto, mentre Redding per ora non è sembrato altrettanto incisivo. Pol Espargarò e Bradley Smith poi hanno il bagaglio tecnico per infastidire chiunque, anche se spesso non concretizzano quello che promettono.

E che dire della Suzuki? La ciclistica è buona, il motore non si rompe più e quando arriveranno i CV mancati potrà dire la sua. Intanto può affidarsi ad Aleix Espargarò che con la gomma morbida è un maestro nel giro secco e su un Maverick Vinales in crescita costante. A proposito di coperture soffici, c’è anche la Yamaha Open di Bradl e le Honda di Hayden e Abraham che un passo avanti lo hanno fatto.

Tutte pedine che muovendosi sulla scacchiera potrebbero cambiare gli equilibri, soffiando posizioni importanti sullo schieramento di partenza, introducendo elementi imprevedibili in gara. Tutti i piloti sono d’accordo su una cosa: quest’anno ci sarà da divertirsi. Lo sperano anche i tifosi e probabilmente saranno accontentati.

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