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Jack Miller: il 'Grinta' arriva in MotoGP

"Non sono Gardner, Doohan o Stoner. Le loro scarpe sono troppo grandi per me"

E' nel mondiale dal 2011, ma solo l'anno passato si è messo in luce veramente.

Ha vinto sei Gran Premi, è salito dieci volte sul podio...ed ha perso il mondiale della Moto3 per due punti vincendo l'ultima sfida contro Alex Marquez a Valencia. Due punti, granelli d'oro lasciati per strada durante la corsa mondiale per uno stop di troppo. Tre contro le due fermate del più giovane dei Marquez.

Eppure è stato più forte di Alex, ha vinto di più, è stato più aggressivo. E' la legge dei numeri, e comunque il suo avversario ha meritato.

In qualche modo, però, Jackass – il soprannome che si è meritato, che ricorda la parola 'badass', prepotente, aggressivo – ha vinto il premio più grosso: il passaggio immediato in classe regina. Dalla Moto3 alla MotoGP senza passare per il via.

Come in quei giochi di società il ventenne di Townsville ha pescato la carta giusta e si è trovato catapultato fra i pesi massimi. Lui, australiano, a rappresentare la nazione che ci ha dato Wayne Gardner, Mick Doohan, Casey Stoner.

“Scarpe troppo grandi nelle quali infilarsi e provare a camminare – scherza Miller a pochi giorni dal debutto iridato in Qatar, e non aggiunge: per il momento – quando sono salito per la prima volta sulla Honda RC213V a Valencia è stato uno shock perché dal 2009 al 2011 ho guidato la 125 e poi la Moto3 e prima solo moto da dirt track. Non avevo esperienza su moto di quella cilindrata e potenza. E' stato un salto incredibile".

Che forse non avrebbe fatto nemmeno in caso di vittoria nella Moto3, se non fosse stato australiano.

"Sì, forse. Avrei potuto vincere il campionato se avessi avuto una Honda, e mi è dispiaciuto non riuscirci, o riprovarci, ma l'offerta dell'HRC e di Lucio Cecchinello era di quelle irrifiutabili".

E ora?

"Niente. Cercherò solo di fare il meglio possibile, possibilmente facendo meno errori possibili".

Jackass non è il primo pilota a saltare a piè pari la classe di mezzo. Nel 1986 Pierfrancesco Chili debuttò in 500 dopo aver vinto nel campionato europeo della 125 e nel 1998 Garry McCoy approdò in classe regina dopo cinque stagioni ed appena due vittorie nella ottavo di litro.

Jack Miller"Mi piace ascoltare queste storie del passato – sottolinea Jack Miller – da quanto mi ricordo non ho mai desiderato altro che guidare una moto e vincere un mondiale. McCoy è australiano come me e in questo inizio di stagione ho seguito il rientro di Troy Bayliss in Superbike a quasi quarantasei anni. Un vero eroe. Per come mi sento, ed intendo il motociclismo io, a volte penso di essere nato nel periodo sbagliato".

Non troppo se fra pochi giorni Jack si schiererà sulla linea di partenza in quello che si presenta come uno dei mondiali più attesi degli ultimi tempi.

"Sì, se penso che sarò nella griglia di partenza con Valentino Rossi ho un brivido. Per ciò che ha vinto, ma soprattutto per ciò che ha fatto per il motociclismo, è un idolo".

Nel team LCR Jack si sente a casa ed ha un gran compagno di squadra, Cal Crutchlow. Assieme formano la coppia più fuori di testa del paddock.

"Con Cal vado d'accordo ed il resto del team, con Lucio Cecchinello che è stato pilota anche lui e capisce le nostre esigenze, è una seconda casa. E' importante per me che vivo a 15.000 Km dalla mia. Dove? Ora a Tarragona, in Spagna, ma brevemente ho vissuto anche in Italia".

Inutile chiedere a Miller quale è stata la domanda che si è sentito fare più di frequente durante l'inverno?

"Quale è la più grande differenza fra una Moto3 ed una Moto?", risponde al volo. E ride.

Jack Miller e Lucio Cecchinello"Tutti pensano alla potenza, che è più che quadruplicata e all'accellerazione. Certo, c'è anche quello, ma la cosa che più mi ha impressionato è la frenata! Dio se frena questa moto, tanto che è uno dei punti sui quali devo lavorare, perché la fase di ingresso in curva è molto importante".

Jack è contento che il mondiale stia finalmente iniziando.

When the flag drops, the bullshit stops. Quando si abbassa la bandiera non c'è più posto per le...fesserie.

Annuisce Jack. Non è Gardner, né Doohan, né tantomeno Stoner. E' meno ruvido, per quanto, ovviamente, possa esserlo un australiano. Ma è uno che non gira attorno alle parole. Meno male, la MotoGP aveva bisogno di un 'Grinta'. E se andrà anche forte sarà un ottimo acquisto.

 

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