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SBK, Troy Bayliss: questa volta è un addio

L'australiano ha detto basta alla soglia dei 46 anni subito dopo le gare in Tailandia con Ducati

Ogni favola, anche la più bella, ha una fine. Il ritorno di Troy Bayliss alle competizioni, anche se da sostituto di Davide Giugliano, ha dato nuova linfa al massimo campionato delle derivate di serie (ancora in cerca di un personaggio di eco globale) e consentito un tuffo nel passato ad uno dei piloti più amati di sempre (ed alle legioni di suoi estimatori). Ma anche confermato, come era lecito aspettarsi, che il tempo passa per tutti, leggende comprese.

In quattro manche con la Panigale, il 21 ha ottenuto come miglior risultato un nono posto.  Un risultato di tutto rispetto per un pilota alla soglia delle 46 candeline e reduce da sette anni di assenza dalle gare (nonostante allenamenti continui tra bicicletta e dirt-track lo avessero tenuto in una forma fisica invidiabile), ma forse diverso dalle aspettative del diretto interessato. Viene comunque da chiedersi se, viste le difficoltà incontrate anche dal più giovane e teoricamente più allenato Chaz Davies in Tailandia, fosse possibile fare di più con questa Ducati...

Il ritiro definitivo è stato comunicato direttamente dall'account twitter del campionato. Qualunque cosa gli abbia detto il suo cuore, è giusto che Bayliss lo ascolti; coraggio ed onestà (intellettuale e agonistica) non gli sono mai mancati. Certo, il vuoto mediatico e affettivo lasciato dall’australiano non sarà facile da colmare, ma tant’è. In attesa di scoprire chi lo rimpiazzerà ad Aragon e Assen (con Michele Pirro e Xavi Fores in cima alla lista di Ducati), ci sentiamo di ringraziarlo, sicuri di rivederlo presto in pista, magari in borghese, ma comunque riconoscibile lontano un miglio. Fare thee well, Troy!

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