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SBK, Haslam: dobbiamo lavorare sull'uscita di curva

"Ma miglior tempo con gomma usata al dodicesimo giro nella FP2". Torres: "Devo migliorare in staccata"

Leon Haslam, in testa alla classifica iridata insieme a Jonathan Rea dopo la gara d’esordio a Phillip Island, ha dimostrato che le sue prestazioni in sella all’Aprilia non erano il proverbiale fuoco di paglia. Quarto (+0.603) al termine del venerdì di prove della SBK a Buriram, il britannico rientra in un poverissimo di piloti battenti la Union Jack nelle prime cinque posizioni.

“Sento che stiamo lavorando nella giusta direzione – ha detto Haslam – La pista non aveva grip questa mattina, e visto che non abbiamo dati qui siamo stati costretti a lavorare molto sulla base. Abbiamo girato con la gomma dura per tutto il turno, e con questa mescola eravamo a due decimi dai migliori. Con la morbida si va sicuramente più veloce”.

Già, ed è proprio con quest’ultima mescola che Alex Lowes e Jonathan Rea si sono staccati dal “branco” di inseguitori sul finale, ma a ben vedere resta un sostanziale equilibrio al vertice.

“Nel pomeriggio abbiamo usato una sola gomma, ed ho fatto il mio miglior tempo al dodicesimo giro – ha aggiunto Haslam – Stiamo lavorando in ottica gara, come a Phillip Island. Abbiamo molto margine di miglioramento in alcune aree, e anche la pista si sta velocizzando gradualmente. Domenica i nostri tempi saranno molto più competitivi”.

Su una cosa, tuttavia, il britannico non è ancora completamente soddisfatto. Ducati e Kawasaki sono molto forti in uscita di curva, e in alcuni tratti della pista è fondamentale perché dopo la curva ci sono dei tratti rettilinei. La nostra velocità di punta è buona, quindi dobbiamo solo uscire meglio dalle curve per sfruttarla al meglio”.

Bilancio tutto sommato positivo anche per Jordi Torres, alla seconda gara con le 1000 ma già a suo agio sulla RSV4. Il rookie spagnolo ha chiuso la prima giornata in nona posizione, a +1.258.

“Secondo me è andata bene fin qui – ha detto il catalano – Il circuito è facile da imparare perché non ci sono troppe curve, anche se devo migliorare tanto nelle staccate forti, aspetto nel quale non riesco ancora a guidare come vorrei. Comunque siamo stati davanti, vicino ai primi fin dall’inizio e la moto è facile da guidare”.

I problemi evidenziati da Torres in staccata di Torres sono legati a doppio filo al suo stile di guida “rotondo”.

“Con la mia guida passo tanto tempo al massimo angolo di piega, quindi devo riuscire a fermarmi più in fretta per chiudere meglio le curve – ha analizzato – Conta molto la messa a punto della forcella, che ancora non mi dà le sensazioni che cerco ma devo anche essere io a ‘capirla’. Mi serve più fiducia”.

Nel pomeriggio, poi, Torres ha percorso solo 12 giri a causa di un problema tecnico.

“Si è aperto un buco nel radiatore, che ci ha tenuto ai box per tanto tempo. Nel pomeriggio abbiamo fatto pochi giri ed il nostro programma di lavoro ne ha risentito. Alla mattina è andata meglio. Qui è come un treno, devi stare sempre davanti. Se perdi terreno, recuperarlo è difficile”.




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