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MotoGP, Honda, Crutchlow: Marquez? È inimitabile

"Tutti abbiamo problemi con gomme nuove, tranne lui. La competitività delle Ducati? Non mi sorprende"

Tra meno di due settimane, Cal Crutchlow correrà la sua prima gara in MotoGP con la Honda.  Per il britannico dallo spirito ramingo si tratta della terza moto in altrettanti anni dopo Yamaha e Ducati. Da un lato, guidare la moto campione del mondo, seppur da privato, è una tentazione irresistibile ed un’opportunità stimolante. Dall’altro, significa misurarsi direttamente con Marc Marquez, un confronto dal quale in tanti sono già usciti ridimensionati.

“La moto è stata progettata per Marquez, quindi devi fare attenzione al modo in cui guida lui – ha commentato Crutchlow, settimo nella classifica combinata al termine di due giorni di prove in Qatar – Ma è difficile, anche per Pedrosa. Marc guida la RC213V nel modo migliore, ma è difficile cambiare il proprio stile e non credo che ci siano molti piloti al mondo in grado di guidare come lui…”

Facci un esempio.

“Noi piloti Honda non riusciamo a sfruttare la gomma nuova a dovere, cosa che era già successo in Malesia. Tutti hanno questo problema, Pedrosa compreso, ad eccezione di Marquez. Lui guida con uno stile diverso, usando molto il freno anteriore”.

Come ti senti dopo queste due sessioni di rifinitura?

“Non sono veramente soddisfatto di questi test. Ieri abbiamo avuto qualche piccolo problema, e non sono riuscito a trovare il giusto ritmo. Avevamo molti particolari da provare, e le mie sensazioni sulla moto non erano le stesse del primo giorno, ma sappiamo di poter migliorare. Oggi sarebbe stata la giornata giusta per provare alcune modifiche ed un long-run, ma non c’è stata la possibilità di farlo e questo renderà le cose più difficili nel fine settimana di gara”.

Anche la caduta non ti avrà di certo aiutato…

“La squadra sta lavorando bene e la nostra conoscenza della moto è aumentata ad ogni uscita. Ieri però mi sono fatto un po’ male alla spalla. È stato un errore mio. Alla curva 2 ho frenato troppo forte e sono scivolato. Forse una decina di piloti sono caduti in quel punto questo fine settimana. È un peccato, ma dobbiamo accontentarci e cercare di progredire nel weekend di gara”.

Ma c’è un area critica o si tratta di piccoli particolari qua e là da sistemare?

“Non c’è un problema in particolare, ma alcuni piccoli aggiustamenti da fare. In ingresso di curva, ieri abbiamo faticato a far girare la moto. Anche il grip sul posteriore non è facile da gestire. Sulla distanza di gara non è un problema, ma non abbiamo ancora trovato l’aderenza che hanno alcuni dei nostri rivali e tutto ciò ostacola la prestazione sul giro secco”.

Ti hanno sorpreso le Ducati?

“No, sapevo che sarebbero stati competitivi quest’anno, ed il prossimo lo saranno anche di più. È arrivato Gigi (Dall’Igna), una persona molto intelligente ed il ‘cervello’ del team, poi ci sono ottimi ingegneri e due piloti veloci come Dovi e Iannone. Non mi hanno sorpreso né come velocità pura né come ritmo. Saranno competitivi e lotteranno, qui anche per la vittoria”.

Qual è il bilancio rispetto ai test in Malesia?

“Le sensazioni sono simili a quelle di Sepang, ma siamo più consapevoli dei nostri limiti. Il primo giorno siamo andati molto bene, mentre ieri è stato un disastro. Avevamo bisogno della sessione di oggi per migliorare, ma siamo tutti nella stessa situazione”.

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