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MotoGP, Test, Qatar: le GP15 brillano nella notte

TEMPI FINALI: Iannone davanti Dovizioso per 98 millesimi, 3º Marquez poi A. Espargaró. Rossi 8º con caduta

La Ducati GP15 è nata sotto una buona stella. Questo sembra, dopo la prima giornata, il verdetto più significativo dei test della MotoGP in Qatar. Dopo i segnali incoraggianti al debutto in Malesia, la nuova rossa di Borgo Panigale ha occupato le prime due posizioni nella sessione di apertura a Losail, con Andrea Iannone e Andrea Dovizioso separati da soli 98 millesimi ed l’abruzzese neo-promosso al ruolo di ufficiale in testa in virtù di un 1’55.265, già più rapido del best lap in gara dello scorso anno (1'55.575 di Bautista) nonostante una pista ancora scivolosa a causa della poca gomma depositata sul tarmac.

Ad impreziosire le prestazioni dei due italiani, il fatto che entrambi abbiano realizzato il miglior tempo senza sfruttare il vantaggio della gomma morbida. Il passo di Iannone, tra 1’55 alto e 1’56 basso, resta quello di riferimento. Anche Dovizioso ha mostrato un ritmo simile con gomma nuova, mentre nessuno dei primi cinque è riuscito a migliorarsi nel corso dell’ultima ora di prove.

Terzo tempo per Marc Marquez, a +0.289. Il campione in carica è sceso sotto 1’56 in quattro occasioni, ma in compenso ha staccato una serie di 1’56.0 con gomma usata che sembrano indicare un “gioco” a carte coperte da parte sua. Quinto tempo per Dani Pedrosa, a +0.548.

Sorprende, in positivo, il quarto tempo di Aleix Espargaró con Suzuki, a +0.433. La GSX-RR non vanta ancora la potenza delle rivali, ma in compenso danza egregiamente tra i cordoli. Continua l’apprendistato Maverick Viñales, autore anche di una caduta senza conseguenze, undicesimo a fine giornata e ben al di sotto del secondo di distacco (+0.865).

Giornata apparentemente opaca invece per le Yamaha ufficiali. Il più veloce con la M1 è stato Jorge Lorenzo, che si è però dovuto accontentare del sesto posto (+0.563) ed ha lamentato problemi di aderenza, soprattutto con il posteriore. Il passo del maiorchino è però intorno a 1'56 netto, un ritmo da vertice fin qui. Un decimo più lento Valentino Rossi, ottavo, protagonista di un high-side senza conseguenze fisiche alla curva 8 a causa della rottura di uno stelo della forcella. Tra i due si è inserito Cal Crutchlow, primo su moto satellite con la Honda del team LCR.

Chiudono la top 10 Bradley Smith e Scott Redding, con distacchi tutt’altro che proibitivi. Prestazione incoraggiante anche da parte di Danilo Petrucci, vittima di una caduta e dodicesimo ma a +0.867 dai compagni di marca sulla “vecchia” GP14. Alle sue spalle il coinquilino nei box Pramac, Yonny Hernandez, che chiude un gruppo di 13 piloti racchiusi in soltanto un secondo.

Ad eccezione di Viñales, tra i debuttanti, il più veloce è stato Jack Miller, 19º davanti a Loris Baz. Ventiduesimo Eugene Laverty davanti al collaudatore Michele Pirro in pista con la Ducati “lab”. Restano invece in coda le Aprilia ufficiali. Nonostante il telaio evoluzione portato da Noale e le diverse soluzioni di serbatoio e codone (utilizzate da Marco Melandri), le RS-GP hanno accusato rispettivamente 3.194 e 3.725 secondi di ritardo con Bautista ed il ravennate, peraltro sotto antibiotici.

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