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Biaggi: "Bayliss? Una gioia vederlo in pista"

Il romano in pista a Vallelunga per dei test. 'Io wild Card? No, non credo'

Biaggi: "Bayliss? Una gioia vederlo in pista"

C'è un bel sole a Campagnano di Roma. Quasi un paesaggio bucolico, sovrastato da un maestoso silenzio. Poi d'un tratto, senti un rombo roco in lontananza. Uno, non di più.

Quel suono che solamente un motore a V può regalarti, ed emozionarti. Vallelunga è l'anfiteatro da dove tutto cominciò e dove tutto si era praticamente concluso circa due anni fa. Per Max Biaggi è casa. La mattinata abbastanza umida non hanno permesso di effettuare molti passaggi, mentre nel pomeriggio il romano è riuscito ad effettuare diversi stint.

E se da un lato quello che vediamo è un Biaggi più rilassato, scherzoso, dall'altro non si può fare a meno di notare il metodo, l'analisi con cui, una volta sceso dalla moto, racconta le impressioni agli ingegneri, in questi test: "E' un programma di sviluppo che avevamo concordato e consolidato. Non sempre però nei test tutto va a buon fine e si riesce a portare a termine tutto ciò che ci si era prefissato" parlando evidentemente delle comparazioni effettuate tra due esemplari di RSV-4 a disposizione.

Il tutto, come detto, in una cattedrale esclusivamente a sua disposizione, quella di casa: "E' bello poter tornare a girare a Vallelunga. Oltretutto sono praticamente solo in pista. Oltre a me c'è un altro ragazzo che fa sviluppo del prodotto, quindi abbiamo girato tutto il giorno in solitaria. E' una sensazione strana, mi piace. Uno strano mix tra solitudine e felicità".

Chiaro è che la sua creatura, portata all'alloro iridato due volte proprio dal romano e una da Guintoli ha cominciato subito con il passo giusto a Phillip Island, nonostante qualche titubanza e scetticismo iniziale dettato dal regolamento che non prevede la modifica della rapportatura del cambio tra le altre cose "Non mi aspettavo che fossero cosi competitivi. La RSV-4 del 2015 ha cominciato il suo sviluppo a rilento, molto tardi, anche perchè comunque abbiamo iniziato questo percorso con ritardo.

Aprilia non doveva svolgere il campionato Superbike inizialmente, eppure poi ci siamo addentrati e a Phillip Island è andata bene. Certo, è fuori di dubbio che sia Leon che Jordi ci hanno messo del proprio per andare cosi forte in Australia".

Chiaro che, in questa sua doppia vita da collaudatore e commentatore, una domanda su un 'vecchietto terribile' come Troy Bayliss, che ha calamitato l'attenzione del round di apertura del Mondiale Superbike era quantomeno scontata: "Siamo stati i primi a vedere e commentare l'impresa di Troy. Da un lato c'è stata la sorpresa dell'annuncio immediato, non preventivato. E' stato veramente un bel momento sai, con lui in Australia. Più bello non poteva essere.

Non so quasi come spiegartelo, è stato proprio un piacere poterlo vedere. Certo, è andato veloce, però dall'altro lato sulla distanza di gara non ci attendavamo un risultato del genere, con un 13esimo ed un 16esimo posto. Però, ti dirò, non è stato importante quello alla fine dei conti. Vedremo come andrà in Thailandia visto che Ducati lo ha confermato".

La domanda quindi, vien d'obbligo, anche perchè qualche voce si rincorre e l'assonanza tra i due campioni c'è, è evidente. Un Australiano in Australia, perchè non un italiano in Italia? "No, non credo proprio di tornare a fare una wild card".

Sarà, ma ad osservarlo ogni qual volta che si sfila il casco, dando pareri curva per curva, sembra quasi che il tempo non si sia fermato: meticoloso, preciso, puntuale ai box, e veloce in pista dove, in questa prima giornata, non ha badato a tirare alla morte. Che il romano voglia fare una sorpresa a tutti?

Per il momento vi è il ritorno a casa. In quella stessa Vallelunga dove nel novembre del 2012 diede l'addio al suo grande amore per le moto. E dove oggi, casco in mano, si è mostrato più in forma e motivato che mai.

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