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“La nuova R1 Yamaha mi ha tolto il sonno”

L'INCHIESTA - Design che piace, tecnologia al top: “Ma forse avrei cambiato nome”

“La nuova R1 Yamaha mi ha tolto il sonno”

I numeri di mercato vedono le sportive sempre più un prodotto di nicchia, ma ai padiglioni della kermesse romana del Motodays, la calca maggiore era per loro. Sarà il fascino delle superpotenze, una morbosa attrazione per qualcosa dallo spirito “brutale”, o anche solo semplice nostalgia per quello che per molti è stato il primo amore, ma la race replica infiamma, oggi come ieri, il cuore degli appassionati di tutte le età.

La rassegna romana, che ha chiuso i battenti domenica scorsa, è stata l’occasione per ascoltare i pareri a “moto ferma” degli utenti verso una delle novità più intriganti di quest’anno. La nuova YZF-R1, sin dalla sua presentazione all’EICMA di novembre, ha da subito messo in moto le “chiacchiere da bar” tra gli smanettoni, riguardo l’estetica, le prestazioni ed il prezzo. (QUI potete dare uno sguardo alle impressioni durante il nostro test in Australia). I pareri raccolti ne confermano l’appeal, anche se non sono mancate delle critiche.

Siamo al Motodays, stand Yamaha. Qui troviamo tre fiammanti R1, due R1 "base" e una R1M, e poco più dietro, a rimarcare il forte legame con il modello da corsa, la M1 MotoGp, 46 munita…

Ci giriamo un po’ intorno, osserviamo il compiersi di un rito quasi sacro per gli appassionati che affollano i saloni in queste occasioni. Guardarla, osservandola con spirito critico, ma al tempo stesso carico di euforia, per poi dare soddisfazione alla sete di novità con l’immancabile sedersi sopra. Stringerla tra le gambe, abbozzare qualche commento, per poi concludere il tutto con l’immancabile foto. Il ricordo, o la prova, da mandare poi agli amici. A quel punto ci avviciniamo e, quasi come fosse una intervista a caldo alla fine di una gara, decidiamo di raccogliere i pareri sull’ultima novità di Iwata.

Fabio, 39 anni da Roma la definisce come “una moto perfetta, sia esteticamente che a livello di contenuti tecnologici. Io possiedo la versione 2008, ma questa è un ‘altra moto”. Stesso parere per Simone, 58 anni, romano anche lui ed una vita su moto sportive, soprattutto gran frequentatore di autodromi da più di 20 anni:”possedevo la prima versione, quella del ’98 a carburatori, e devo dire che come impatto ho avuto la stessa forte emozione. Non sarà “animalesca”, ma senza dubbio sarà un bell’andare quando si da gas! La vedo limitata però su strada.”

Un concetto quello dell’uso su strada, che in molti interpretano in vari modi, c'è chi ne parla come” moto da pista, assolutamente, su strada troppo esuberante” e chi la vede con un personale compromesso: ”come moto da pista ok, ma se mi vedessero gli amici al bar arrivare con lei, farei gran bella figura lo stesso (afferma Andrea ridendo di gusto, ndr)”.

Per Sergio, 37 anni da Cosenza, “un mezzo da togliere il sonno”, lodando una linea “tutto sommato pulita se confrontata alle ultime proposte giapponesi, anche di altri segmenti. E’ senza eccessive capriole estetiche. È racing, ma ingentilita per farne un mezzo da strada, qualcosa di simile, per concetto, alla prima versione che ancora oggi apprezzo nel design”.

Tutto ok quindi? Beh, si sa, il motociclista è sempre molto severo nei giudizi quando si stuzzica la loro opinione sui modelli appena usciti. Li viene fuori l’animo tecnico e anche competente nel definire una moto sulla base di modelli posseduti, in questo caso però le critiche se vogliamo sono "umane". Per Gianluca, di 38 da anni il neo è il codone che “esteticamente dice qualcosa di nuovo, e oggi è difficile, ma ha un sovra design, forse eccessivo. O c’è o non c’è. I giapponesi a volte si fanno prendere la mano”. Qualche purista invece rimarca il radicale cambio di rotta rispetto alle R1 del passato, tanto che non serebbe dispiciuto se "avessero cambiato anche il nome, coma fu per il passaggio dalla FZR alla R1 prima serie" come ci dice Antonio, 43 anni dalla Puglia.

Una delle novità estetiche introdotte dalla R1 2015, è il taglio netto nel design del frontale rispetto al passato. Linee che hanno caratterizzato tutte ultime sportive Yamaha, anche la penultima versione che, pur di richiamare il family feeling tipico di tutte le serie R, ha visto le prese d’aria conformate ad hoc. Qui il popolo dei bikers si è diviso, c'è chi definisce “brutti i doppi faretti messi là, meglio la soluzione delle luci di posizione” chi invece parla di “azzardo che rende merito però in originalità, anche se visti in foto a primo impatto non mi piacquero molto”.

L’ultima analisi va a prezzo e prestazioni. La R1, come tutte le moto sportive, fermo restando i suoi contenuti tecnici, ha visto salire l’asticella del prezzo ora fissato a 18.490 Euro per la versione “base” e per 22.990 Euro la R1M. Per molti è un colpo al cuore “peccato, costa troppo, anche se li vale”, altri sono più realisti e ci dicono che “in fondo ormai le sportive sono tutte sulla stessa linea chi più chi meno”.

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