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MotoGP, Schwantz: Marquez? Il più scaltro dopo Rossi

"Ha fatto errori, ma solo quando poteva permetterselo. Bisogna attaccarlo costantemente"

A poco più di due settimane dall’inizio del campionato MotoGP 2015, la domanda più gettonata è: chi può fermare Marc Marquez. Il giovane quanto precoce spagnolo è reduce dalla miglior stagione della sua carriera, dove ha riscritto numerosi record, tra cui quello di maggior numero di vittorie ottenute in un anno – 13, altro che numero sfortunato. Per i primi verdetti bisognerà attendere, ma intanto Kevin Schwantz ha dato il suo contributo al dibattito.

“Dai tempi nei test sembra che Marquez non abbia perso la costanza – ha raccontato in una lunga intervista sul sito Crash.net – Quando correvo contro qualcuno che sembrava più in forma di me in un dato weekend di gara, la mia strategia era soltanto di sfruttare ogni opportunità per mettermi davanti a lui. Anche se era una mossa ‘banzai’ in staccata. Se non l’avessi fatto, probabilmente sarebbe scappato via ed avrebbe continuato a dominare come nel resto del fine settimana. Se invece riuscivo ad inserirmi e spezzargli il ritmo, si dava inizio ad un ‘botta-e-risposta’. Se segui e basta, sei costretto a vedere il gap aumentare e probabilmente verrai battuto lo stesso, quindi perché non provarci?”

Pedrosa, Lorenzo, e soprattutto Rossi hanno provato ripetutamente questa tattica, ma anche in bagarre Marquez ha dimostrato di sapersi difendere egregiamente.

“Lo vedo sempre fare questo quando lo sorpassano: prova subito a rimettersi davanti all’avversario. Del tipo, ‘se sono al comando, devi trovare una strada attorno a me’. E comunque ha imparato a preparare meglio le gare dal punto di vista tattico. Alla fine dello scorso anno, ha fatto qualche errore stupido, ma te lo puoi permettere quando hai tre gare di vantaggio sugli avversari. Non lo abbiamo ancora visto fare errori critici prima di allora. Portava al termine la corsa, spesso e volentieri vincendo. Ha mostrato un livello di padronanza della gara che non si vedeva dai tempi di Valentino Rossi”.

Ed è stato proprio il Dottore a dare maggior filo da torcere a Marc nel 2014…

“Credo che Valentino sia uno dei pochi che ancora si diverte a fare quello che fa. Non prende le corse come un lavoro, e credo che Marquez abbia un approccio simile. Molti altri lo prendono come un lavoro. Sapete una cosa? Dovrebbero avere un impiego normale tutti i giorni e capirebbero che cosa significa lavorare".

Potete leggere l'intervista per intero cliccando QUI.

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