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Giugliano:"La SBK non è la serie B"

“C'è ancora rammarico per la caduta. Ora tanta fisioterapia per tornare ad Imola”

Una condizione fisica ancora precaria, ma Davide Giugliano non ha voluto mancare all’appuntamento con i tifosi in occasione del Motodays, la passerella dedicata alle due ruote che va in scena a Roma in questi giorni. Il pilota del team Ducati Aruba, reduce dalla brutta caduta in Australia durante i test prima del debutto stagionale, nonostante ora indossi un busto ortopedico per mantenere in posizione le vertebre lombari e dorsali fratturate, è sembrato carico, e scalpita per il rientro previsto ad Imola.

Ora mi aspettano dei controlli, poi tanta fisioterapia per tornare in sella ad Imola. Sto meglio, ma resta il rammarico per come sarebbe potuta andare. Prima di cadere giravo sul 31,5 – 31,6, il passo dei primi, e me la sarei potuta giocare in gara. Peccato!

Un peccato, anche perché Davide si sente a posto quest’anno sulla Rossa:”Nel 2013 pagavamo sul passo di gara -dichiara dal palco di RDSlo scorso anno il problema era la fatica nel tenere la scia di Aprilia e Kawasaki sui rettilinei. Questo ti costringeva poi a dover recuperare lo svantaggio in curva e spesso sbagliavo, ma quest'anno le prospettive sono decisamente migliori. Ora siamo sulla la strada giusta". Un tasto dolente quello delle cadute "non mi tiro mai indietro e cerco sempre il limite dando il 100% e ammetto che a volte lo si paga, ma ho bisogno di sentire la moto, capirla. Questo comunque aiuta nella messa a punto”.

Nel corso del suo intervento, non sono mancati i momenti di ironia, sul suo mito, Kevin Schwantz "Lui era un pilota figo. Per come guidava, per come vinceva e anche ...per come cadeva (ride, ndr), o sulla caduta australiana ("è stato un "lancio" in grande stile"). Prima di concedarsi una riflessione è andata al campionato delle derivate di serie:"Spesso ancora oggi la SBK viene vista come una serie B rispetto ad altri campionati. E questo forse è dovuto anche a come ne è stata veicolata l'immagine. Ma si sbaglia di grosso. La dimostrazione sono i grandi piloti come Checa, che prima di vincere ha dovuto lottare duro o lo stesso Biaggi, campione assoluto arrivato con 4 titoli mondiali, ma che all'inizio ha avuto i suoi problemi prima di imporsi".



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