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Addio Franco Farné, anima della Ducati

Se ne è andato oggi l'uomo più rappresentativo, assieme all'ing. Taglioni, della casa bolognese

La foto è sfocata ma mostra quello che Franco Farné amava fare di più: lavorare sui motori Ducati. Per lungo tempo il suo nome - a lungo accanto a quello dell'ingegner Taglioni - per tanti appassionati ha significato la quintessenza dell'esperienza, conoscenza e amore per i mono, e poi bicilindrici di Borgo Panigale.

Dovunque una Ducati corresse lui c'era. E se c'era significava che quel pompone era stato preparato al meglio e se la sarebbe giocata per la vittoria.

Di poche parole, schivo, Franco Farné se ne è andato oggi come si suol dire in punta di piedi.Ci ha avvertito della sua scomparsa Livio Lodi, altro nome storico della casa bolognese che così lo ricorda nel sito della Ducati:

Nella storia di Ducati c'è un nome che accompagna tutte le sue moto, dai primi anni fino ai giorni nostri: quello di Franco Farné. Molto prima che Fabio Taglioni si legasse alla Casa bolognese rivoluzionandone la tecnica, Farné già correva con il Cucciolo e lavorava come meccanico all'interno della fabbrica.

I suoi successi come pilota furono limitati, ma come collaudatore e meccanico è stato fondamentale per tutti i grandi successi di Ducati, dal trionfale ritorno di Mike HailwoodTM all'Isola di Man, alla vittoria di Paul Smart alla "200 Miglia di Imola". Durante gli anni Settanta fece parte del piccolo nucleo di persone che mantennero in vita il reparto corse, che in quel periodo dovette essere distaccato dalla fabbrica e dal controllo dei dirigenti statali che guidavano l'azienda. La strategia fu di utilizzare la struttura della scuderia NCR, formata dagli specialisti delle moto da competizione Giorgio Nepoti e Rino Caracchi, dove venivano preparate le moto per la Formula 1 e le gare di durata.

Farné, Ducati, la NCR, Giorgio Nepoti, Rino Caracchi, papà di Stefano, pilota egli stesso e manager di successo, sono nomi che i ducatisti di tutto il mondo conoscono e - scusateci l'esagerazione - venerano. Giorgione è da qualche anno che non c'è più, Franco ora è andato a raggiungerlo. Ogni rombo della Rossa che salirà al cielo li farà sorridere.

p.s.

 

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