Tu sei qui

SBK, Ducati, avanti tutta con Bayliss

L'australiano ancora al posto di Giugliano. Possibile sfida con Biaggi a Misano

Tre semplici parole, scritte dal diretto interessato: "see you soon". Il cuore ha vinto sulla ragione, e Ducati ha deciso di affidare nuovamente a Troy Bayliss la Panigale lasciata libera dall’infortunato Davide Giugliano. Dopo Phillip Island, dove ha sfiorato il gruppo di testa prima di finire le gomme in Gara Due, l’australiano ci ha preso gusto e correrà anche in Tailandia (e possibilmente Spagna e Olanda).

Bayliss, tre volte iridato con la Casa di Borgo Panigale, ha sconfitto nella selezione concorrenti più giovani come Michele Pirro e Xavi Forés, nonostante i quasi 46 anni di età, gli ultimi sette dei quali passati lontano dalle competizioni – pur allenandosi costantemente e gareggiando ad alto livello nel flat-track. Alla fine hanno prevalso le logiche dello spettacolo: alla Superbike manca un personaggio di richiamo, e in Australia Bayliss ha catalizzato più interesse verso le derivate di serie che tutto il resto dello schieramento messo insieme. La cosa non è certo sfuggita al promoter, né ad Aruba né a Mediaset.

Avanti dunque con la “vecchia guardia”, con qualche riserva sulla sicurezza dell’operazione (di corse pur sempre si tratta), in attesa di nuovi funamboli capaci di bucare lo schermo oltre che di vincere gare, magari con passaporto italiano. Già, perché con la discesa di Melandri negli inferi della MotoGP ed il brutto infortunio di Giugliano all’alba di quella che sembrava la stagione buona per la definitiva consacrazione, il Bel Paese ha schierato solo due italiani a Phillip Island – Canepa e Baiocco – che per diverse ragioni non sono ancora in grado di lottare per le posizioni di maggior prestigio.

A questo proposito Aprilia sembra destinata a seguire un percorso simile a Ducati e colmare ulteriormente questo vuoto mettendo in pista una terza moto a Misano con Max Biaggi. Il meticoloso romano sta seguendo un percorso diverso da quello del 21, macinando chilometri come collaudatore per preparare la wild-card in ogni dettaglio. Se Bayliss (che in Riviera ha fatto faville) chiedesse una wild-card, a Misano sarebbe una sfida nella sfida: 89 anni e nove titoli mondiali tra queste due icone delle due ruote, affette da un pizzico di sindrome di Peter Pan.

Una curiosità: Ducati viene da due anni di digiuno, ma sembra finalmente in grado di giocarsela alla pari con le rivali a quattro cilindri. In Tailandia, poi, tutti partiranno da zero. Se fosse proprio Bayliss a regalare la prima vittoria iridata alla Panigale, la vicenda assumerebbe i contorni della leggenda. O dell’incubo (per gli avversari), perché un 46enne, nonostante la storia parli per lui, teoricamente non dovrebbe avere chance contro piloti di 15-20 anni più giovani. A scanso di equivoci, meglio preparare i sali da bagno di umiltà.

Di seguito la nota diffusa dalla squadra:

Troy Bayliss: “Sono davvero entusiasta di poter correre ancora una volta con la Panigale R e ringrazio la squadra per l’opportunità. Sarà molto bello lavorare di nuovo con tutti i ragazzi del team. Rispetto alla mia gara di Phillip Island, organizzata davvero all’ultimo momento, questa volta avrò più tempo per allenarmi e per potermi preparare al meglio. Ho una grande motivazione e mi sento molto carico: non vedo l’ora di tornare in pista.”

Nessuna decisione è stata ancora presa dalla squadra italiana per quanto riguarda la sostituzione di Giugliano per le gare di Aragón (12 aprile) e Assen (19 aprile).

 

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti