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MotoGP, Stoner: test? Più lavoro che divertimento

"Devi raccogliere dati e fare comparazioni, non trovare il setup perfetto. L'elettronica? Toglie il divertimento"

Pur essendosi ritirato da oltre due anni, Casey Stoner continua a rimanere uno degli argomenti di discussione più gettonati nel mondo delle due ruote. Senza filtri dentro e fuori dalla pista, l’australiano si gode la "pensione anticipata" tra Australia e Stati Uniti, ma occasionalmente si rimette gli “abiti da lavoro” per collaudare la RC213V. Di questo, e molto di più, si è parlato in un’intervista concessa da Stoner al magazine OTOR. Ne riportiamo alcuni passaggi salienti.

La gente ti apprezza di più ora che ti sei ritirato?

“Credo di sì, perché forse mi davano per scontato. Quando ho parlato di ritiro, alcuni hanno detto che era soltanto un modo per ricevere un aumento di stipendio. Non credevano che fossi uno che dice sempre quello che pensa. Ora lo sanno. Penso di essere più rispettato ora che in precedenza”.

Parlaci del tuo stile. In molti hanno spesso detto che tu hai alzato l’asticella in MotoGP…

“Quando ho iniziato, tutti erano molto aggressivi, duri sulla moto e sulle gomme. Io ho soltanto lasciato che la moto si muovesse di più. Molti altri piloti non volevano farlo. Io vengo dal dirt-track, dove la moto si muove costantemente sotto di te, e per questo ero più competitivo con moto più grandi che nelle categorie minori”.

Ultimamente sentiamo commenti simili nei confronti Marc Marquez…

“Lui ha preso quello che ho fatto e lo ha portato ancora più in là. Anche lui fa molto dirt-track, ed ha una prospettiva differente da quella della maggior parte degli europei”.

L’anno scorso si è parlato molto di come Valentino abbia evoluto il suo stile, ispirandosi anche a Marquez, ti sei mai trovato anche tu nella situazione di dover cambiare qualcosa?

“Credo onestamente che questo fosse il mio punto forte. Non ho mai cercato di adattare soltanto la moto a me. Io mi sono sempre adattato a quello che avevo a disposizione. Credo che questo abbia influito molto nei miei successi con Ducati. Penso che in troppi in questo mestiere provino ad essere dei geni nello sviluppo. Sviluppare qui, sviluppare là, sono un mucchio di cavolate. Puoi solo dare il miglior feedback possibile, ma credo che il punto cruciale sia guardarsi dentro e trovare il modo di aggirare un problema. Qualsiasi moto ha dei punti deboli, vanno trovati e poi bisogna usare quelli forti a proprio vantaggio”.

Si può battere Marquez?

“Lui è molto costante nell’arco dell’intero campionato, ma Jorge, Dani e Valentino hanno dimostrato che si può battere. In termini di velocità pura, penso che non avrei problemi. Sarei ancora abbastanza veloce da giocarmi una vittoria, ma non in tutte le gare. Il livello è estremamente alto ora”.

Parlaci del tuo ruolo da collaudatore. Ti ha ridato la gioia di guidare ora che non c’è più la pressione della competizione?

“Onestamente mi sembra un lavoro! Non ci si diverte molto, e non ci lasciano lavorare sugli assetti fino a che la moto non curva o ha l’aderenza che voglio io. Si tratta di raccogliere dati e fare comparazioni. Nell’ultimo test abbiamo solo cambiato mezzo millimetro di pre-carico in tutti e tre i giorni. La pista era molto sporca e ci ho messo due giorni solo per pulirla. Ma apprezzo il fatto di poter guidare queste moto quando nessun altro può. Honda mi stima, gli riesco a dare molti dati utilizzabili, anche perché nessun altro può spingere la moto ad un limite simile a quello dei piloti ufficiali”.

Non ti va per niente di ritornare?

“Per niente! A volte ripenso alla mia carriera e mi dico: ‘avrei potuto fare quella cosa meglio’, ma vale anche il contrario. Ho zero voglia di tornare in MotoGP. Le moto non sono più divertenti come una volta per colpa dell’elettronica. Ora metterle di traverso richiede tanto sforzo. Tutto vuole essere tenuto in un determinato ordine, come in una scatola dalla quale non puoi uscire. Se ci provi, gli ingegneri ti dicono che hai troppo ‘spin’. Str***ate. Vorrei tornare a guidare una moto ruvida. Mi sto divertendo molto con enduro e motocross, dove sei veramente aggressivo. Le moto 'vere' sono la mia passione”.

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