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SBK, Ducati: Bayliss e Pirro al ballottaggio

Oggi il nome del sostituto per la gara in Tailandia. I pro e i contro della leggenda e del collaudatore

Ducati: Bayliss e Pirro al ballottaggio

Vincerà l’Italia o l’Australia? L’interrogativo non riguarda una partita di calcio, ma chi salirà sulla Ducati Panigale nel prossimo round SBK in Tailandia. Davide Giugliano, in seguito alla caduta rimediata nei test di Phillip Island, dovrà stare ancora in panchina e la lista dei suoi possibili sostituti si è ristretta a due nomi: Troy Bayliss e Michele Pirro.

Un testa a testa che verrà risolto oggi dai vertici di Borgo Panigale. È stato lo stesso Bayliss ad accendere il tifo su Twitter: “oggi sarà s’ o no, molto semplice, spero di non essermi allenato per nulla”, ha cinguettato. Anche Pirro qualche giorno prima aveva chiesto ai suoi tifosi su Facebbok cosa ne pensassero di una sua possibile presenza in SBK.

Ducati, in questo caso, ha l’imbarazzo della scelta perché entrambi i pretendenti hanno molte frecce al proprio arco e anche qualche controindicazione.

Iniziamo da Troy, una leggenda capace di calamitare tutte le attenzioni su di lui. È l’idolo dei tifosi ed è riuscito nell’impresa di fare parlare i media generalisti della SBK. Alla soglia dei 46 anni ha dimostrato a Phillip Island di essere ancora perfettamente in grado di reggere le due manche e il suo potenziale è ancora tutto da scoprire. Qualche inconveniente tecnico lo ha privato del tempo necessario per riprendere una perfetta confidenza con la Ducati ma è comunque riuscito ad andare a punti in Gara1.

Sull’alto piatto della bilancia pesa la sua età, non proprio da ‘sbarbatello’. Una cosa è fare un’apparizione su una pista che è il suo giardino di casa, un’altra buttarsi nella mischia in un circuito sconosciuto a tutti con avversari che conoscono alla perfezione i loro mezzi. Il rientro di un campione crea sempre molte aspettative e un risultato non all’altezza del suo passato può offuscarne l’immagine.

Bayliss però sembra pronto alla sfida e per Ducati sarebbe poi difficile rimetterlo da parte quando tornerà Giugliano. A meno di tirare fuori dal cappello una terza moto, ma le variabili al momento sono troppe per poterne discutere obiettivamente.

Dall’altra parte c’è Pirro. Il simpatico collaudatore pugliese non è nuovo al ruolo di sostituto. Lo ha fatto tante volte in MotoGP per Spies e nel 2013 in SBK con Checa. Impiegarlo nel team ufficiale sarebbe anche un riconoscimento per il tanto lavoro che porta a termine nell’ombra. Sulle sue capacità non ci sono dubbi, Michele è abituato a confrontarsi con i piloti della MotoGP e a Le Mans due anni fa conquistò un 6° posto nella prima gara.

La sua sensibilità sarebbe utilissima per continuare lo sviluppo della SBK. Senza contare che Pirro correrà nel CIV con la Panigale e il suo impiego nel Mondiale sarebbe utile per fargli conoscere meglio la Ducati prima dell’impegno nazionale.

Passiamo ai contro, principalmente uno. Il ruolo di Pirro in MotoGP è fondamentale. La GP 15 ha mosso solo i primi passi e c’è bisogno di macinare chilometri per imparare a conoscerla meglio e affinare il progetto. Michele è stato assunto proprio per questo e in questa stagione dovrà sobbarcarsi anche tutti i test per Michelin. Un ruolo molto delicato e di grande importanza.

Il rischio, quando si corre, è l’infortunio, che può essere anche causato dagli avversari. Ducati non può permettersi di avere il suo tester fermo per un’eventualità come questa e potrebbe decidere di non affrontare questa incognita.

Difficile capire cosa decideranno in Ducati, perché i due pretendenti – seppur molto diversi – quasi si equivalgono. Voi cosa ne pensate, chi vorreste vedere sulla Panigale in Tailandia? Ditecelo QUI.

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