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MotoGP, Pernat: test Michelin? Rischio inutile

"Al quarto giorno i piloti sono stanchi, lo dimostrano le cadute. La GP15? È nata bene"

La MotoGP lascia la Malesia dopo averci trascorso in tutto una settimana. Febbraio è ormai in archivio e tra un mese esatto inizierà il campionato 2015. Facendo il bilancio dell’inverno ed un’anteprima alla stagione a venire, Carlo Pernat ha fugato ogni dubbio sul suo conto. Il manager genovese è in gran forma e pronto a riprendere la vita vagabonda tra i cordoli di tutto il mondo, con la solita lucidità d’analisi, sempre senza fare sconti.

Avrei due preoccupazioni diverse a cui dare sfogo – ha detto – Primo, secondo me, fare i test Michelin al quarto giorno qui, quando tutti i piloti sono già stanchi, mi sembra troppo rischioso. Lo dimostrano le cadute, fortunatamente senza conseguenze, di Lorenzo e Dovizioso. Con questo caldo, prima dell’inizio del campionato, è già molto intenso fare tre giorni di test. Non si è fatto male nessuno, va bene, ma bisognerebbe ripensarci”.

Sempre in ottica sicurezza, ecco un altro suggerimento.

“Visto che la Dorna è proprietaria, o gerente, di MotoGP e SBK, andrebbero riviste alcune cose. In primis la moda di portare i piloti dalla Moto3 alla MotoGP. Secondo me è sbagliatissimo, e non mi sembra stia funzionando nel caso di Miller. La strada è stata tracciata, e probabilmente in futuro ce ne saranno altri. Allora mi chiedo: perché non passare i prospetti della Moto3 in SBK, che è una moto intermedia e può preparare alla MotoGP, ed eliminare la Moto2, che non ti insegna nulla e non ha senso? Secondo me questa potrebbe essere una strada valida per fare un serbatoio di giovani nel futuro della MotoGP”.

Tornando al presente, Pernat non ha dubbi su quali siano i valori in campo.

“Queste prove hanno confermato la caccia a Marquez. Lui e la Honda sono i numeri uno. Il pilota lo ha dimostrato con un long-run eccezionale, la Casa portando tante evoluzioni tecniche. Questo è il binomio da battere, e non sarà facile”.

Anche gli altri, però, si sono dati da fare.

“Pedrosa l’ho visto diverso, soprattutto di testa, e potrebbe sorprendere. La Yamaha ha lavorato bene fin da subito, e con il seamless in scalata ha fatto un bel passo in avanti. La M1 non è male, e Lorenzo è ad un bivio per la sua carriera. Si è preparato tantissimo e può giocarsi la partita con Marquez. Anche Valentino dirà la sua, è a posto. Aspettiamo il Qatar per fare i bilanci, perché Sepang è storicamente una pista Honda”.

A rubare la scena a Sepang è stato però il debutto della GP15, la prima Ducati interamente concepita da Gigi Dall’Igna.

“Ducati ha fatto grandi passi avanti e si è avvicinata ad Honda e Yamaha, risolvendo un problema annoso. La moto curva ed i piloti sono contenti, oltre ad aver fatto dei buoni tempi. La GP15 ha fatto pochissimi chilometri e non ha comunque avuto problemi tecnici. Vuol dire che è nata bene ed è affidabile. L’obiettivo però rimane il 2016”.

“Anche la Suzuki, che non sembrava a posto, ha dimostrato di avere una ciclistica perfetta, un motore migliorato, e due piloti forti – ha aggiunto Pernat – Soprattutto Viñales, Brivio ha fatto un’ottima scelta. Croce sopra all’Aprilia che ha sbagliato tutto. Avrebbe dovuto fare prima delle prove, come Suzuki, e non forzare Melandri, che non voleva venire in MotoGP. Ci sono troppi aspetti sbagliati, e questi sono i risultati. D’altronde lo sanno, se vanno a punti è già un buon risultato. Ma prima devono risolvere il problema di Melandri, che secondo me è il più grosso di tutti”.

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