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MotoGP, Marquez: Honda, non toccare niente

"Buon bilanciamento, ora ci servono conferme su altre piste". Pedrosa: "Nuova squadra OK"

È difficile fare anche solo una critica al lavoro svolto da Marc Marquez in questi tre giorni di test MotoGP a Sepang. Il campione in carica,pur senza ripetere l’impresa funambolica di abbattere il muro del 1’59, si è aggiudicato due sessioni su tre con un crescendo rossiniano. Non si trattava però che di prove in attesa del primo concerto notturno sotto le luci del Qatar.

“La cosa positiva è che mi sono trovato molto bene – ha commentato Marc – Non so come andrà in Qatar, ma qui abbiamo trovato un buon bilanciamento. Negli scorsi test ho fatto un giro più veloce, ma questa mattina non mi sono trovato particolarmente bene in pista. Il tracciato era più lento”.

Difficile trovare nei alla RC213V, ma il perfezionismo di una campione si vede anche da questo.

“Abbiamo migliorato l’entrata in curva e la trazione a centro curva. Anche in accelerazione, che era una delle mie richieste principali a Honda, siamo messi abbastanza bene. Ci restano alcune cose da migliorare ma dobbiamo cercare il limite su piste diverse ed in contesti di gara. Honda per il momento non deve toccare niente. Non ha senso fare pezzi tanto per farli. In Qatar non ci saranno novità tecniche”.

A rappresentare la proverbiale ciliegina sulla torta, il passo inarrivabile messo in mostra con un long-run nelle ultime ore del pomeriggio.

“Ho completato il programma di test che Honda aveva preparato, ho fatto anche una simulazione, ed è andata bene. Era un bel test per la mia condizione fisica. Abbiamo provato il telaio nuovo ma non mi è piaciuto troppo nonostante presentasse una modifica chiesta da me, quindi siamo tornati a quello dei test precedenti. Ci manca la conferma su altre piste, ma siamo senza dubbio soddisfatti del lavoro svolto qui“.

Yamaha e Ducati non sembrano comunque lontane, ma il pilota di Cervera ha fiducia nelle sue capacità.

“In Malesia siamo tutti vicini, ma i valori in campo si livellano dopo sei giorni di prove. Dobbiamo aspettare i GP di Argentina o Jerez per capire la competitività di ognuno”.

Settimo tempo (+0.797) per il compagno Dani Pedrosa, ancora una volta uscito ridimensionato dallo scontro interno ai box HRC ma tutto sommato soddisfatto del lavoro svolto.

“Abbiamo fatto dei progressi dal lato del motore – ha dichiarato Dani – C’erano tante prove comparative da fare, quindi non abbiamo mai usufruito del pacchetto al suo meglio, ma i risultati sono stati buoni. Abbiamo migliorato anche l’ingresso di curva, mentre in uscita possiamo ancora migliorare. Ora ho un’idea più precisa della nuova moto, ma ci servono verifiche su altre piste”.

Promossa anche la nuova squadra, capitanata da Ramon Aurin.

“La squadra ha lavorato molto bene. Abbiamo avuto problemi con una moto che non ha girato per due giorni, ma oggi finalmente siamo riusciti ad utilizzarla. Sono contento del nuovo gruppo di lavoro. La dinamica è buona”.

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