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MotoGP, Petrucci: seguendo Lorenzo vado più piano

"Quasi lo tamponavo, ma a centro curva mi scappa. Stili diversi, devo seguire il mio istinto"

Prima della pausa pranzo, durante la seconda giornata di test della MotoGP a Sepang, Danilo Petrucci ha scritto il proprio nome nella Top 10, grazie ad un miglior giro personale da 2’00.713 fatto con gomma media al posteriore. Lo aveva già fatto a Valencia nei test post-campionato (fu nono nella combinata) ma questa volta, vista la sua idiosincrasia con il tracciato malese, il risultato sembra più incoraggiante.

“Devo solo prendere fiducia e stare calmo – ha analizzato il ternano del team Pramac – È solo il quinto giorno in sella a questa moto e, in quattro anni di MotoGP, è praticamente la prima volta che faccio dei test pre-campionato. Questa è la pista più dura del campionato, e a me non piace tanto. Vorrei vedere cosa succede su un’altro tracciato”.

Per il momento, il suo desiderio non può essere esaudito. Ma le opportunità di imparare non mancano per il 24enne italiano, che ha osservato da vicino i primi della classe.

“Ho provato a seguire Lorenzo per un paio di giri, e quasi lo tamponavo ad un certo punto – ha commentato a sorpresa – Ha uno stile molto diverso dal mio. Rallenta molto la moto in staccata, ma in percorrenza di curva poi molla tutto e va velocissimo. A centro curva mi prendeva parecchi metri. Sembra su un binario. Comunque devo guidare come viene a me, perché con Ducati non puoi imitarlo e cercando di seguirlo andavo più piano. Rendo di più con pista libera”.

Il confronto che conta di più, in ogni caso, è quello a parità di moto.

“Ho girato più forte di quanto avessero fatto Crutchlow e Iannone nel 2014, ma credo che il potenziale sia più alto. Entrambi i piloti ufficiali andrebbero più forte. Non conosco ancora il limite”.

Se non altro, la D16 in dotazione a Petrucci è molto diversa da quella che lui stesso aveva guidato un paio d’anni prima.

“Non so se gira o meno, ho provato solo questa. Tutta un’altra cosa però rispetto a quando provai la moto di Rossi, al Mugello. Quella sì che non girava, sembrava di stare su un proiettile”.

Come uno studente ai primi corsi, Petrucci sà di dover fare molto bene i compiti a casa.

“Il mio capo-tecnico Daniele Romagnoli e tutta squadra mi aiutano molto a fare comparazioni curva per curva con gli altri piloti Ducati, facendomi vedere dove fatico di più e cosa fanno quelli che vanno più veloce di me”.

Il nuovo arrivato nella famiglia Ducati, dopo qualche anno a lottare nelle retrovie con la CRT, ha giocoforza cambiato idea sul correre da pilota “factory”.

“Quelli davanti vanno troppo forte – ha detto con una risata – Prima, per fare magari 17º, eri tranquillo. Ora per stare nei dieci sono con l’acqua alla gola. Sono in troppi ad andare veloce”.

Come si suol dire, hai voluto la bicicletta…

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