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MotoGP, Dovizioso: la GP15? come la volevo, gira

La nuova Ducati promossa sul campo a Sepang. Iannone: "poche cose simili alla vecchia moto, è più facile"

Dovizioso: la GP15? come la volevo, gira

Ducati è a digiuno di vittorie in MotoGP dal lontano 2010, ma da quando Luigi “Gigi” Dall’Igna ha preso le redini del reparto corse, ogni evoluzione ha coinciso con un miglioramento. La politica dei piccoli passi, tuttavia, non può durare in eterno se si è costretti a rincorrere le “lepri” giapponesi. La GP15, prima MotoGP a portare in toto la firma dell’ingegnere veneto (e della squadra da lui capitanata), si pone proprio questo obiettivo: dare un taglio netto col passato. In particolare, con i problemi accusati in fase di percorrenza di curva. La domanda che si pongono tutti a Sepang è: la moto, gira?

“Fin dal giro di uscita ho avuto le sensazioni che speravo – ha dichiarato Andrea DoviziosoLa moto entra in curva e gira molto meglio. Per me era l’obiettivo principale, e ce l’abbiamo fatta. Sono molto, molto contento”.

Quindi qual è il primo bilancio?

“La moto è nuova quindi ci resta del lavoro da fare. Abbiamo anche avuto poche possibilità di girare oggi, a causa del maltempo, quindi non siamo riusciti a fare tutte le prove che volevamo. La moto è diversa da quella precedente, quindi dobbiamo trovare il giusto bilanciamento, ma il cambiamento a cui tenevo di più c’è stato”.

E dire che hai fatto solo pochi chilometri…

“Non ho bisogno di molti giri per capire se il problema era risolto. Anche andando più piano lo senti. Non abbiamo un feedback su giri da record, ma quello che volevo che accadesse è successo”.

Spiegaci meglio.

“Il limite precedente era talmente grosso che, anche andando piano, la moto si comportava in modo anomalo in curva. Per fare un esempio: nel giro di uscita, dopo anni, sei abituato ad entrare in curva ad una certa velocità e fare determinati raggi. Oggi mi sono trovato che quasi andavo sul cordolo. Ma questo è normale, mi è capitato anche con le altre moto che ho guidato. L’anomalia era che ne abbiamo sempre sofferto negli ultimi due anni, in maniera identica, indipendentemente dal setup. Ci abbiamo lavorato e siamo diventati competitivi, ma non abbastanza per finire la gara là davanti”.

E adesso?

Adesso possiamo lavorare in un modo più normale. Possiamo fare assetti per adattarla al nostro stile di guida, mentre prima era incondizionato. Faccio un esempio: da quando sono in Ducati, ho sempre faticato a tenere in gara il passo che facevo in prova, mentre in tutto il resto della mia carriera è sempre stato l’opposto. Spero che nei prossimi giorni il meteo ci lasci lavorare”.

Ma è ancora una Ducati o no?

Resta una Ducati. Quanto al sottosterzo…per me è sbagliato chiamarlo così. La moto prima non girava, e se non gira crea sottosterzo. Ma il problema non era quello. Ce l’abbiamo anche oggi, ma perché non riusciamo a frenare tanto bene. Ma sono limiti normali”.

Cioè?

Non eravamo tanto a posto in frenata, ma non abbiamo avuto tempo di lavorarci. È normale comunque, questa moto non è collaudata come la GP14.3, è nuova. Quindi non riesci a fare un test come gli avversari, in cui entri e giri subito forte e lavori sulle rifiniture. Oggi non abbiamo fatto tante prove, abbiamo perso un po’ di tempo alla mattina per ‘lavoretti’ di gioventù ed al pomeriggio per la pioggia”.

Che aspettative hai per la stagione ora che hai provato la nuova moto?

Non è che adesso la moto gira e vinciamo le gare. Bisogna lavorare su tante altre cose. Oggi, per esempio, non eravamo competitivi nell’ultima parte di frenata. Non riuscivo a forzare come con la GP14.3, ma è normale. I bilanciamenti sono diversi. Comunque quando fai una moto nuova, così migliore sotto tanti aspetti, è probabile che tu perda alcuni vantaggi che avevi con la vecchia. Altrimenti ogni moto migliorerebbe di diversi secondi ogni anno. Sta a noi bilanciare il tutto in una direzione positiva”.

Faticherai di meno?

Assolutamente sì. Lo dico da due anni e non c’è niente di nuovo. È logico che adesso siamo in un territorio nuovo, dobbiamo esplorare i limiti di questa moto. Non faccio pronostici, ma il punto debole principale è stato migliorato e non potevamo iniziare meglio di così come sensazioni in sella”.

Te lo aspettavi?

Ci speravo ma avevo un po’ paura. Era da due anni che non mi sentivo così, e ad un certo punto ti spaventi e pensi di non provarla più”.

Qual è il programma dei prossimi giorni?

Lavorerò con la GP15. Oggi ho fatto il tempo con la 14.3 senza cercare il time attack, quindi non penso ci servano particolari comparazioni. Dobbiamo innanzitutto trovare un bilanciamento. Due giorni sembrano tanti, ma è pochissimo”.

Meglio questo o la prima volta in cui hai provato il seamless?

Per me era un limite enorme, mentre allora è successo che Honda fece un cambio tecnico tra i più grossi che avessi mai sentito con le mie mani. Ora invece il discorso è diverso. Ero abituato a voler entrare in curva con una certa forza, una cosa che non potevo fare. Adesso sì, quindi la nuova moto ti condiziona il punto di frenata, l’approccio in inserimento, e la percorrenza. Tantissimo. Adesso devo cambiare modo di guidare, ma dipende da quanto miglioreremo il feeling in frenata. Se riusciremo a bilanciarla meglio sì, perché potremo continuare a frenare forte ma anche fare linee più vantaggiose. Puoi essere può tondo, usare meno forza, e quindi consumare meno la gomma. Teoricamente, è questo il vantaggio che possiamo ottenere”.

Andrea IannoneDi opinione leggermente diversa Andrea Iannone che, pur soddisfatto, si è mostrato più cauto nei giudizi sulla GP15, da lui provata fin dalle prime ore del mattino a causa di qualche problema tecnico alla 14.3.

Sono contento per com’è andata la giornata e del fatto che siamo riusciti a provare la GP15. Da subito ho avuto buone sensazioni, ha degli aspetti migliori rispetto alla GP14.3 ma è ancora ‘giovane’ e dobbiamo ancora sistemarla ed adattarla alle mie caratteristiche. Ci vorrà ancora un po’ di tempo. E migliorata, ma non sotto ogni aspetto.

In cosa è migliorata rispetto alla precedente?

Riesco ad essere più veloce nei cambi di direzione. Era rimasto un neo che faticavamo a risolvere con la 14.3. Ora la moto è più agile e ci permette di essere più veloci in inserimento di curva. Poi mi è parsa fin da subito più facile da guidare. Ma non abbiamo provato molte cose oggi. Comunque riuscire a portare in pista una moto nuova senza avere problemi tecnici di alcun tipo è molto positivo”.

Il carattere della moto è sempre quello?

Resta una Ducati, ma non ho mai provato Honda e Yamaha. Il comportamento è abbastanza diverso rispetto alla 14.3, ci sono poche cose che le accomunano. Sono assolutamente molto contento. La moto gira, lo faceva anche l’altra ma era più faticosa. Secondo me, se facciamo un cerchio, non è che una curvi meno dell’altra. La GP15 sembra che arrivi prima alla corda, in questo senso gira di più”.

È meglio delle aspettative?

“Direi che le ha rispettate, perché ho molta fiducia e stima nel gruppo con cui lavoro, quindi erano già alte”.

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